Quando il discorso verte sui debiti, non tutti si equivalgono. Soprattutto, non tutti trovano soluzione nella medesima maniera. Taluni possono subire un ridimensionamento, una rinegoziazione o un azzeramento completo. Altri fanno maggiore resistenza all'estinzione poiché vincolati a obblighi che l'ordinamento reputa preminenti. Alla stregua di un clinico che, prima di dare avvio a una terapia, deve formulare una diagnosi del male, chi si ritrova travolto dalle somme da corrispondere deve dapprima procedere all'individuazione della categoria a cui afferisce ciascun debito: è il primo passo per prendere la via corretta e ottenere l'affrancamento da una condizione di affanno economico.
Un primo vasto raggruppamento è quello dei debiti bancari e finanziari. Si consideri Marco, che ha proceduto alla sottoscrizione di un mutuo per l'acquisto dell'abitazione, ha effettuato il rilievo della lavatrice a rate, fa uso di una carta revolving per gli esborsi del mese e ha avanzato la richiesta di un prestito personale per la sostituzione della vettura: tutte queste voci trovano collocazione in questa categoria, comprese le rate delle carte di credito revolving, cioè quelle che danno la possibilità di effettuare la restituzione della spesa un po' alla volta con l'aggiunta degli interessi. Sono passività che spesso si prestano a una rinegoziazione con l'istituto di credito, avanzando ad esempio la sollecitazione di un prolungamento della durata del rimborso per dare alleggerimento alla rata mensile, oppure operando la sostituzione di un vecchio prestito con uno inedito a condizioni più vantaggiose, manovra che nel gergo corrente riceve la denominazione di surroga o consolidamento. Quando il quadro presenta un grave deterioramento, si può altresì avanzare all'istituto la proposta di un saldo e stralcio, cioè il pagamento di una parte della somma dovuta in cambio della chiusura definitiva della pratica.
Un'altra categoria assai ricorrente è quella dei debiti commerciali, che hanno origine nei rapporti con fornitori, artigiani, professionisti o aziende. Si tratta di passività che traggono germoglio dai rapporti economici quotidiani: l'idraulico che ha ricevuto una convocazione d'urgenza per una perdita e mai destinatario di retribuzione, la fattura pregressa verso un fornitore di materie prime, il canone di una locazione commerciale rimasto insoluto. Tutte queste situazioni di inadempienza verso controparti professionali possono trovare soluzione mediante accordi bonari, piani di rientro concordati oppure vere e proprie transazioni, in cui creditore e debitore giungono alla convergenza su un punto d'incontro riguardo all'importo e alle tempistiche di pagamento, sovente operando la rinuncia a una porzione degli interessi maturati.
Vi sono poi i debiti condominiali, vale a dire le spese non corrisposte al proprio condominio per l'amministrazione delle parti comuni, come le quote per il restauro della facciata o per la manutenzione dell'ascensore. Sussistono inoltre i debiti verso le utenze domestiche, come bollette di luce, gas, acqua, telefono e internet: basti richiamare alla memoria la tipica bolletta del gas di conguaglio che fa il suo arrivo con importi improvvisamente esorbitanti dopo un inverno rigido. Anche in queste circostanze si può quasi sempre ottenere una rateizzazione, evitando l'interruzione del servizio o provvedimenti più severi come il pignoramento.
Assai delicati sono i debiti tributari, ossia quelli verso lo Stato o gli enti locali per tasse e imposte non corrisposte, come l'Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), l'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), l'Imposta Municipale Propria (IMU) o la Tassa sui Rifiuti (TARI). In questo novero trovano confluenza anche i debiti previdenziali, come i contributi non versati per la pensione dei lavoratori subordinati o quelli dei liberi professionisti iscritti a una cassa: si consideri l'artigiano che, in un'annata ardua, ha dato cessazione al versamento dei contributi dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) pur di dare corresponsione agli stipendi dei propri dipendenti. Queste passività, quando fanno il loro approdo nelle mani dell'agente della riscossione, possono essere oggetto di dilazione in un cospicuo numero di rate mensili e, in occasione di provvedimenti straordinari che il legislatore introduce periodicamente (le cosiddette «rottamazioni»), possono trovare beneficio in abbattimenti su sanzioni e interessi, permettendo il saldo unicamente della somma originaria.
Un cenno a sé meritano le multe stradali e le sanzioni amministrative, come la contravvenzione da mille euro per un eccesso di velocità che rappresenta un peso sul bilancio di una famiglia monoreddito: possono essere oggetto di frazionamento quando fanno l'oltrepassamento di una certa soglia e quando il debitore fornisce la prova di trovarsi in condizioni economiche disagiate. Differente è invece la fattispecie delle sanzioni penali, come gli importi dovuti a titolo di risarcimento a seguito di una condanna. Queste presentano assai minore negoziabilità e di norma richiedono un onoramento per intero.
Esistono poi debiti che hanno origine da rapporti personali e familiari, come gli assegni di mantenimento verso il coniuge separato o i figli: il padre separato che deve dare corresponsione ogni mese di una somma per il mantenimento dei due bambini rientra in questa situazione. Ricevono la qualifica di debiti «di natura alimentare» poiché danno provvedimento al sostentamento di chi li percepisce, e per tale ragione l'ordinamento offre loro una tutela peculiare. Possono subire una ricalibratura solo mediante l'interpellanza del giudice e la dimostrazione di un mutamento effettivo delle proprie condizioni economiche, come la perdita dell'impiego o una patologia invalidante, mentre non possono essere oggetto di espunzione tramite le procedure ordinarie di composizione della crisi.
Una trattazione a sé va riservata ai debiti da gioco, quelli contratti verso amici o conoscenti in assenza di documenti scritti, quelli che traggono origine da attività opache. Taluni non ricevono nemmeno il riconoscimento dall'ordinamento come esigibili: chi va incontro alla soccombenza a poker con un conoscente e procede alla sottoscrizione di un pagherò informale difficilmente potrà essere sottoposto all'obbligo di pagamento in tribunale. Altri obbediscono a regole peculiari. In linea di massima, un debito che non trae origine da un titolo formale presenta ben maggiore difficoltà di essere fatto valere dal creditore, e dunque, in un certo senso, «va incontro a dissoluzione» da sé con lo scorrere del tempo grazie alla prescrizione, ovvero quel meccanismo per cui, dopo il decorso di un certo numero di anni senza solleciti di pagamento, il diritto all'esazione della somma va incontro a estinzione.
Quando i debiti assumono nel complesso natura insostenibile, esistono strumenti concepiti appositamente per fornire una via d'uscita organica. Le persone fisiche, i piccoli imprenditori, gli artigiani e i lavoratori autonomi che si trovano al di fuori delle procedure fallimentari possono ottenere l'accesso alle procedure di sovraindebitamento, istituite per dare concessione di una seconda opportunità a chi ha più debiti di quanti ne possa saldare. Si consideri il pensionato che, dopo aver prestato garanzia per un figlio, si ritrova con rate impossibili da sostenere sulla propria pensione minima: proprio per frangenti come questo trovano esistenza il piano del consumatore, la ristrutturazione dei debiti e la liquidazione controllata del patrimonio. Questo ventaglio di procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento dà la possibilità, sotto la vigilanza di un giudice, di operare una compressione degli importi dovuti, di effettuare il pagamento secondo le proprie effettive possibilità e, al termine del cammino, di giungere al conseguimento della cosiddetta esdebitazione, ossia la cancellazione di quanto ancora insoluto. Sussiste anche una forma peculiare pensata per chi si trova del tutto sprovvisto di mezzi, che offre la possibilità, in casi estremi, di ottenere l'affrancamento dai debiti senza alcun versamento, purché venga fornita la prova dell'assoluta impossibilità di farvi fronte: è la situazione, ad esempio, di chi vive di sola assistenza sociale e non ha alcun bene aggredibile.
Per le imprese di stazza maggiore, per contro, gli strumenti sono differenti e ricevono la denominazione di composizione negoziata della crisi, concordato preventivo e accordi di ristrutturazione. Alla stregua di un vascello che fa imbarco d'acqua e tenta il guadagno del porto senza andare a picco, l'azienda in affanno può fare ricorso a questi articolati percorsi di gestione della crisi d'impresa che offrono la possibilità di condurre una negoziazione con la totalità dei creditori, di dare prosecuzione all'attività ove possibile e di dare preservazione a quanto rimane di valore nell'azienda.
In ultima analisi, le tipologie di debito risolvibili sono molteplici e le vie di scampo quasi sempre trovano esistenza, ma il tragitto da compiere subisce un mutamento radicale a seconda della natura dell'obbligazione, del soggetto nei cui confronti sussiste il debito e delle condizioni economiche di chi è tenuto al pagamento. L'individuazione della categoria in cui rientra ogni singolo debito è il presupposto per procedere alla pianificazione, il presupposto per passare all'azione, il presupposto per operare la scelta dello strumento più idoneo, che si tratti di una semplice telefonata al creditore per fare sollecito di una dilazione o di un vero e proprio percorso dinanzi al giudice.
Perché è cruciale procedere al riconoscimento della categoria di appartenenza di ciascun debito?
Perché non tutti i debiti vanno incontro allo scioglimento nella medesima maniera. Taluni possono essere oggetto di ridimensionamento, rinegoziazione o azzeramento: si prenda in considerazione un prestito personale che si presta a rinegoziazione mediante dilatazione della durata, oppure una datata cartella esattoriale che, tramite l'operazione di rottamazione, viene ricondotta alle sole imposte originarie. Le possibilità di ridimensionamento, rinegoziazione e azzeramento danno forma difatti all'insieme delle strade praticabili quando l'obbligazione non si trova avvinta a doveri che l'ordinamento ritiene preminenti e oppone pertanto resistenza all'estinzione. Altri offrono resistenza all'estinzione poiché avvinti a doveri che l'ordinamento reputa preminenti, come l'assegno di mantenimento spettante ai figli. Il riconoscimento della categoria rappresenta il primo passo per la selezione dello strumento appropriato.
Quali debiti trovano collocazione nella categoria dei debiti bancari e finanziari?
Vi trovano collocazione i mutui per l'acquisto dell'abitazione, gli acquisti a rate, i prestiti personali e le rate delle carte di credito revolving. L'insieme di queste esposizioni verso banche e intermediari finanziari dà corpo a quella categoria di obbligazioni assunte per il finanziamento di consumi o investimenti che si contraddistingue per la presenza di un piano di rimborso e di interessi, come si verifica nelle carte revolving, che permettono la restituzione della spesa un po' alla volta con l'aggiunta degli interessi.
Quali rimedi possono trovare applicazione per i debiti bancari?
Si può procedere a rinegoziazione con l'istituto di credito attraverso la richiesta di un allungamento della durata del rimborso: chi effettua il versamento di una rata di ottocento euro su dieci anni può, ad esempio, effettuarne la riduzione a cinquecento con la diluizione del mutuo su quindici. Si può dare luogo alla sostituzione di un vecchio prestito con uno nuovo a condizioni più vantaggiose, mediante surroga o consolidamento. Nei frangenti più seri si può procedere alla proposta di un saldo e stralcio, vale a dire il pagamento di una parte della somma dovuta in cambio della chiusura definitiva della pratica, come quando un debito di trentamila euro va incontro a estinzione attraverso il versamento di dodicimila euro in un'unica soluzione.
Che cosa sono i debiti commerciali?
Sono passività che traggono origine dai rapporti economici quotidiani con fornitori, artigiani, professionisti o aziende. Tali controparti commerciali danno corpo all'universo dei soggetti economici con cui il debitore intreccia rapporti nell'esercizio dell'attività o nella gestione ordinaria, dando origine a situazioni come una fattura insoluta all'idraulico, un debito verso un fornitore di materie prime o un canone di locazione commerciale non saldato.
Come si può procedere alla risoluzione dei debiti commerciali?
Tramite accordi bonari, piani di rientro concordati o transazioni, in cui creditore e debitore giungono all'individuazione di un terreno comune sull'importo e sulle tempistiche di pagamento, sovente con la rinuncia a una parte degli interessi maturati. Un fornitore, ad esempio, può prestare consenso alla riscossione dell'ottanta per cento del dovuto in sei rate mensili, con la rinuncia agli interessi di mora.
Cosa sono i debiti condominiali?
Sono le spese non corrisposte al condominio per la gestione delle parti comuni, come le quote per il restauro della facciata o per la manutenzione dell'ascensore.
Cosa comprendono i debiti verso le utenze domestiche?
Vi rientrano le bollette di luce, gas, acqua, telefono e internet. Queste utenze indispensabili per la vita quotidiana danno luogo a situazioni come la classica bolletta del gas di conguaglio che perviene con importi cospicui dopo un inverno rigido, per le quali di norma si può ottenere una rateizzazione al fine di scongiurare l'interruzione del servizio o il pignoramento.
Quali sono i debiti tributari?
Sono i debiti verso lo Stato o gli enti locali per tasse e imposte non saldate, come l'IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), l'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), l'IMU (Imposta Municipale Propria) o la TARI (Tassa sui Rifiuti).
Cosa sono i debiti previdenziali?
Sono i contributi non corrisposti per la pensione, sia dei lavoratori subordinati sia dei liberi professionisti iscritti a una cassa, come nel caso dell'artigiano che dà luogo alla sospensione dei versamenti all'INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale) in un'annata ardua per far fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti.
Come si può procedere alla gestione dei debiti tributari e previdenziali affidati all'agente della riscossione?
Possono essere oggetto di dilazione in numerose rate mensili: una cartella da ventimila euro, ad esempio, può essere sottoposta a ripartizione fino a settantadue rate. In presenza di provvedimenti straordinari come le rottamazioni, si possono conseguire abbattimenti su sanzioni e interessi, con la corresponsione della sola somma originaria.
Come si può procedere alla gestione delle multe stradali e delle sanzioni amministrative?
Possono essere oggetto di rateizzazione quando vanno oltre una certa soglia e quando il debitore fornisce prova di trovarsi in condizioni economiche disagiate, come nel caso di chi riceve soltanto un sussidio di disoccupazione e si è visto recapitare una sanzione di duemila euro per violazioni al codice della strada.
Le sanzioni penali sono suscettibili di negoziazione?
No, presentano una negoziabilità assai esigua e di norma vanno incontro a saldo per intero, come gli importi dovuti a titolo di risarcimento a seguito di una condanna.
Cosa sono i debiti di natura alimentare?
Sono i debiti che traggono origine da rapporti personali e familiari, come gli assegni di mantenimento verso il coniuge separato o i figli, e godono di una tutela peculiare da parte dell'ordinamento perché risultano destinati al sostentamento di chi li percepisce.
I debiti di mantenimento possono essere oggetto di modifica o cancellazione?
Possono essere sottoposti a ricalibrazione unicamente attraverso il ricorso al giudice e con la prova di un mutamento effettivo delle proprie condizioni economiche, come la perdita dell'impiego o una malattia invalidante. Non possono tuttavia essere oggetto di cancellazione con le procedure ordinarie di composizione della crisi.
I debiti da gioco risultano esigibili per legge?
In molti casi no. Chi va incontro a sconfitta a poker con un conoscente e appone la firma su un pagherò informale difficilmente potrà essere sottoposto all'obbligo di pagamento in tribunale, poiché l'ordinamento non sempre procede al riconoscimento come esigibili di questi debiti.
Cos'è la prescrizione di un debito?
È il meccanismo per cui, con il decorso di un certo numero di anni senza solleciti di pagamento, il diritto del creditore a esigere la somma va incontro a estinzione. Una bolletta telefonica trascurata da oltre cinque anni, priva di qualsivoglia raccomandata di sollecito, non risulta più esigibile. Un debito sprovvisto di titolo formale è dunque più arduo da far valere e tende a spegnersi da sé con il passare del tempo.
Quali strumenti risultano previsti per chi presenta debiti insostenibili?
Le persone fisiche, i piccoli imprenditori, gli artigiani e i lavoratori autonomi estromessi dalle procedure fallimentari possono avere accesso alle procedure di sovraindebitamento, come il piano del consumatore, la ristrutturazione dei debiti e la liquidazione controllata del patrimonio. Si prenda in considerazione il dipendente pubblico che, dopo una separazione, si ritrova con prestiti personali insostenibili e fa ricorso al piano del consumatore per procedere al riordino della propria esposizione.
Cos'è l'esdebitazione?
È la cancellazione dei debiti ancora pendenti al termine di una procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento. Si consegue sotto la vigilanza di un giudice dopo aver dato luogo al pagamento secondo le proprie effettive possibilità. Opera come una spugna che, al termine del percorso, dà attuazione alla cancellazione di ciò che permane scritto sulla lavagna dei debiti, purché il debitore abbia effettuato la corresponsione di quanto era realmente in grado di versare.
Esiste una forma di esdebitazione anche per chi non dispone di mezzi?
Sì, esiste una forma concepita per chi risulta del tutto sprovvisto di mezzi. Essa permette il conseguimento della cancellazione dei debiti senza alcun versamento, purché si fornisca prova dell'assoluta impossibilità di farvi fronte, come nel caso di chi vive unicamente di assistenza sociale e non presenta beni aggredibili.
Quali strumenti risultano previsti per le imprese di dimensioni maggiori?
Trovano previsione la composizione negoziata della crisi, il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione. Questo insieme di percorsi riservati alle imprese di maggiori dimensioni permette lo svolgimento di trattative con tutti i creditori, la prosecuzione dell'attività ove possibile e la salvaguardia del valore residuo dell'azienda. Un'industria manifatturiera con centinaia di dipendenti e ingenti esposizioni bancarie può, ad esempio, fare ricorso alla composizione negoziata per giungere a un'intesa con banche e fornitori senza dare luogo all'arresto della produzione.
Da cosa risulta condizionata la strada da percorrere per la risoluzione di un debito?
Risulta condizionata dalla natura dell'obbligazione, dal soggetto nei cui confronti il debito sussiste e dalle condizioni economiche del debitore. Tale combinazione di fattori oggettivi, soggettivi ed economici dà forma al quadro d'insieme entro cui il riconoscimento della categoria di ciascun debito si pone come presupposto imprescindibile per procedere alla pianificazione e alla scelta dello strumento più adatto.