Soggetti interessati alla risoluzione dei debiti

Quando si procede all'analisi del tema della risoluzione dei debiti si fa ingresso in un ambito che porta al coinvolgimento di numerose persone e realtà differenti. Ciascuna ha assegnato un compito definito e possiede interessi propri da salvaguardare. Avere comprensione di chi siano i soggetti coinvolti costituisce il passaggio iniziale per giungere alla comprensione del meccanismo di un processo che, nella generalità dei casi, non riguarda soltanto chi deve procedere al pagamento e chi deve ricevere l'incasso, ma una schiera più ampia di figure che si trovano a gravitare intorno alla situazione debitoria.

Il primo attore risulta evidentemente il debitore, ossia la persona fisica o l'ente che ha proceduto all'assunzione di un'obbligazione e non si trova più nelle condizioni di darvi adempimento, o che comunque si trova alla ricerca di una via d'uscita da una condizione di sovraindebitamento. Si faccia considerazione della famiglia che, dopo aver subito la perdita dell'impiego del capofamiglia, si trova con sei rate del mutuo arretrate, oppure dell'artigiano che ha effettuato investimenti in nuovi macchinari poco prima di assistere alla precipitazione degli ordinativi: può darsi il caso di un privato cittadino che ha operato l'accumulo di rate scadute, di un lavoratore autonomo in difficoltà nel dare saldo a fornitori e tasse, di un piccolo imprenditore oppresso dai finanziamenti bancari o di un'impresa di grandi dimensioni alle prese con una crisi di liquidità. La sua collocazione risulta nevralgica poiché è dalla sua effettiva situazione economica che ha dipendenza la concreta possibilità di dare individuazione a una soluzione. Se manca la capacità di pagamento, anche parziale, ogni trattativa ha inizio in salita, un po' come effettuare il tentativo di riempimento di un secchio senza avere disponibilità d'acqua nel pozzo.

Sul versante opposto trovano collocazione i creditori, ossia coloro che hanno il diritto di ricevere una somma di denaro o l'adempimento di una prestazione. Anche in questo caso la gamma risulta variegata e comprende diverse categorie: banche e società finanziarie che hanno proceduto all'erogazione di mutui o prestiti, fornitori in attesa del pagamento di merci o servizi, il fisco per imposte non versate, enti previdenziali per contributi arretrati, dipendenti per stipendi non corrisposti, privati che hanno dato denaro in prestito. Questa pluralità di soggetti creditori, che ha estensione dagli operatori professionali del credito fino ai singoli individui e agli enti pubblici, dà forma a uno scenario estremamente eterogeneo, nel quale ciascuna posizione presenta tratti peculiari che hanno incidenza sulle modalità con cui il credito può ricevere valorizzazione e recupero nell'ambito della trattativa complessiva. I creditori non si trovano tutti sullo stesso piano. Alcuni godono di garanzie particolari, come ipoteche o pegni, e ricevono la definizione di privilegiati perché hanno diritto di ottenere soddisfazione prima degli altri: la banca che ha proceduto all'iscrizione di ipoteca sulla casa, per esempio, otterrà soddisfazione prima del fornitore che ha semplicemente proceduto all'emissione di una fattura. I creditori chirografari, invece, ovvero quelli sprovvisti di garanzie specifiche, in caso di risorse insufficienti corrono il rischio di ottenere il recupero soltanto di una frazione del loro credito o addirittura nulla.

Accanto a queste due figure principali si trovano a gravitare numerosi professionisti che rendono percorribile il cammino di risoluzione. Gli avvocati danno affiancamento a debitore e creditori nelle trattative, nelle cause giudiziarie e nella stesura degli accordi. I commercialisti procedono all'esame della situazione economica, effettuano la ricostruzione dei conti, provvedono all'elaborazione di piani di rientro sostenibili e sottopongono a valutazione la fattibilità delle diverse ipotesi: da un'azienda con dieci dipendenti e trecentomila euro di scoperto, per esempio, giungono alla predisposizione di un piano quinquennale che consenta la sopravvivenza dell'attività senza portare al naufragio dei creditori. I notai fanno il loro intervento quando risultano necessari atti pubblici, per esempio per dare formalizzazione a cessioni di beni o alla costituzione di garanzie. Trovano posto poi consulenti specializzati nella gestione della crisi, figure sempre più ricercate soprattutto per le imprese, che offrono accompagnamento all'imprenditore nel dialogo con banche e fornitori.

Un compito peculiare risulta assegnato agli organismi di composizione della crisi, strutture pubbliche o professionali istituite per fornire aiuto a chi non è più nelle condizioni di sostenere i propri debiti al fine del raggiungimento di un accordo con i creditori mediante procedure guidate. Si faccia considerazione del caso del pensionato che, dopo aver prestato garanzia per il figlio, si trova con lo stipendio pignorato: rivolgendo istanza a uno di questi organismi può ottenere accesso a una procedura di sovraindebitamento senza dover affrontare in solitudine la macchina giudiziaria. All'interno di questi organismi svolge la propria opera il gestore della crisi, un professionista che ha ricevuto l'incarico di dare seguito al caso, sottoporre a valutazione la documentazione, esercitare la mediazione tra le parti e dare attestazione della correttezza del piano proposto.

Quando l'iter giunge in tribunale, fanno ingresso in scena altre figure. Il giudice procede all'esame delle proposte, dà autorizzazione alle procedure, si pronuncia sulle contestazioni e provvede all'omologazione, ossia all'approvazione formale, degli accordi. Il curatore o il liquidatore, che riceve nomina dal tribunale in determinate procedure, ha l'amministrazione del patrimonio del debitore, procede alla sua alienazione, cioè alla vendita, quando risulta necessario, e opera la ripartizione del ricavato tra i creditori dando osservanza alle regole di priorità stabilite dalla legge: se dalla vendita di un capannone si ottengono duecentomila euro, sarà lui a dare determinazione di chi prende cosa, dando rispetto all'ordine dei privilegi. Il commissario giudiziale, presente in altre forme di risoluzione concorsuale, effettua vigilanza sul corretto svolgimento del piano e dà riferimento al giudice, operando come una sorta di sentinella che effettua la verifica che le promesse fatte in aula ottengano traduzione in fatti concreti.

Non deve poi essere trascurata la menzione degli intermediari che hanno occupazione professionale nei crediti. Le società di recupero crediti svolgono la loro attività per conto dei creditori originari, ponendo in essere il tentativo di ottenere il pagamento mediante solleciti, trattative e, se necessario, azioni legali. Trovano collocazione anche soggetti che procedono al rilevamento di interi pacchetti di crediti in sofferenza dalle banche a prezzi scontati e poi mettono in atto il tentativo di riscossione, dando apertura spesso a spazi di trattativa con i debitori disposti a dare chiusura alla posizione con un pagamento a saldo e stralcio, cioè inferiore all'importo originario: si dà il caso che un debito di cinquantamila euro, ceduto per pochi spiccioli, giunga poi a estinzione a quindicimila euro con soddisfazione di entrambe le parti.

Anche i garanti hanno un posto di rilievo in questo scenario. Sono, per esempio, il padre che ha apposto la firma per il prestito auto del figlio o l'amico che ha proceduto alla sottoscrizione di una fideiussione, ossia una garanzia personale, per il negozio del vicino: persone che, all'atto della concessione del credito, hanno assunto l'impegno di provvedere al pagamento in vece del debitore in caso di inadempimento. Quando la situazione va incontro ad aggrovigliamento, i garanti risultano coinvolti in prima persona e diventano essi stessi soggetti interessati alla ricerca di una soluzione, poiché è in gioco la loro responsabilità patrimoniale.

Infine, sullo sfondo ma con un peso tangibile, trovano collocazione i familiari del debitore, soprattutto quando i beni coinvolti sono in condivisione o quando la crisi economica di uno produce ripercussioni sull'intero nucleo. Pur non essendo sempre parti formali del procedimento, il loro coinvolgimento pratico ed emotivo si rivela spesso decisivo per il buon esito di un piano di rientro: la moglie che dà accettazione alla rinuncia alla seconda auto o i figli che danno contributo con parte del proprio stipendio possono fare la differenza tra un accordo che ha tenuta e uno che va incontro al naufragio. In modo analogo, le associazioni di consumatori e le organizzazioni di categoria danno sostegno e orientamento, offrendo aiuto a chi versa in difficoltà per giungere alla comprensione degli strumenti disponibili e alla scelta della via più adatta.

Il complesso di queste figure dà forma a un sistema in cui la risoluzione dei debiti non risulta mai una vicenda puramente privata tra due parti, bensì un processo articolato che richiede competenze condivise, contributi convergenti, compromessi coraggiosi e la mediazione tra interessi spesso contrapposti. Giungere all'individuazione di un equilibrio tra l'esigenza del debitore di dare inizio a una ripartenza e il diritto dei creditori di ottenere soddisfazione costituisce il compito comune che tiene in unione tutti questi soggetti, come i pesi su una bilancia che, solo se ben calibrati, permettono all'ago di trovare arresto al centro.

Punti chiave Soggetti della crisi debitoria. Domande e risposte

Chi è il debitore nel processo di risoluzione dei debiti?

È la persona fisica o l'ente che ha assunto un'obbligazione e non è più in grado di darvi adempimento. In alternativa, è chi è alla ricerca di uno sbocco da uno stato di sovraindebitamento. Si pensi a un artigiano che non riesce più a dare soddisfazione ai fornitori, a una famiglia oppressa dalle rate del mutuo, a una società di capitali travolta da una brusca flessione del fatturato: può trattarsi di un privato cittadino, di un lavoratore autonomo, di un piccolo imprenditore o di una grande impresa.

Perché la posizione del debitore viene considerata nevralgica?

Perché dalla sua reale situazione economica dipende la concreta possibilità di dare individuazione a una soluzione. Come un medico che senza polso non può dare prescrizione di una terapia, senza capacità di pagamento, anche parziale, ogni trattativa parte in salita.

Chi sono i creditori?

Sono coloro che hanno titolarità del diritto di ricevere una somma di denaro o l'adempimento di una prestazione. Si va dalla banca che ha dato concessione di un finanziamento al piccolo fornitore che è in attesa del saldo di una fattura, dall'Agenzia delle Entrate che fa richiesta di tributi arretrati al dipendente in attesa dello stipendio: comprendono banche, società finanziarie, fornitori, fisco, enti previdenziali, dipendenti e privati prestatori di denaro. Questa variegata schiera di soggetti titolari di pretese economiche costituisce il fronte con cui il debitore deve necessariamente avere un confronto qualora abbia intenzione di dare avvio a un percorso di risanamento che tenga in considerazione la pluralità di interessi in gioco.

Che differenza c'è tra creditori privilegiati e chirografari?

I creditori privilegiati hanno il godimento di garanzie peculiari come ipoteche o pegni. Hanno inoltre diritto di ottenere soddisfazione prima degli altri. Immaginiamo una fila davanti a uno sportello: chi ha un'ipoteca sulla casa del debitore ha la precedenza su chi ha in possesso semplicemente una fattura non pagata. I chirografari sono privi di garanzie specifiche. In caso di risorse insufficienti corrono il rischio di ottenere il recupero solo di una frazione del credito o di nulla.

Quale ruolo hanno gli avvocati nella risoluzione dei debiti?

Danno affiancamento a debitore e creditori nelle trattative, nelle cause giudiziarie e nella redazione degli accordi. Sono, in un certo senso, i traduttori tecnici di un dialogo che correrebbe altrimenti il rischio di degenerare in scontro.

Di cosa si occupano i commercialisti in questo ambito?

Effettuano l'analisi della situazione economica, procedono alla ricostruzione dei conti, danno messa a punto di piani di rientro sostenibili e fanno una valutazione della fattibilità delle diverse ipotesi. Un po' come un ingegnere che, prima di dare progettazione a un ponte, fa un saggio della portata del terreno, così il commercialista fa un sondaggio della tenuta finanziaria delle soluzioni prospettate. L'insieme di queste attività di analisi contabile e progettazione finanziaria costituisce il presupposto tecnico su cui trova fondamento ogni successiva iniziativa che il debitore abbia intenzione di intraprendere per dare uscita alla crisi.

Quando fanno intervento i notai?

Fanno intervento quando risultano indispensabili atti pubblici, per esempio per dare formalizzazione a cessioni di beni o alla costituzione di garanzie.

Cosa sono gli organismi di composizione della crisi?

Sono strutture pubbliche o professionali istituite per dare coadiuvazione a chi non è più in grado di dare sostegno ai propri debiti nel raggiungimento di un accordo con i creditori mediante procedure guidate. Un pensionato con più prestiti alle spalle, per esempio, può fare ricorso a uno di questi organismi per tentare una ristrutturazione ordinata delle proprie posizioni.

Chi è il gestore della crisi?

È un professionista che riceve l'incarico di dare seguito al caso, effettuare la disamina della documentazione, fare da mediatore tra le parti e dare attestazione della correttezza del piano proposto. Funziona come un direttore d'orchestra che deve dare all'unisono suono a strumenti dai timbri molto diversi.

Qual è il compito del giudice nel procedimento?

Compie lo scrutinio delle proposte, lo scrutinio delle contestazioni, lo scrutinio della legittimità dell'iter: dà autorizzazione alle procedure, si pronuncia sulle obiezioni e dà attuazione all'omologazione, ovvero all'approvazione formale degli accordi. Il complesso di tali funzioni giurisdizionali dà configurazione a un intervento che accompagna l'intero iter processuale affinché ogni passaggio abbia svolgimento nel rispetto delle norme che disciplinano la composizione della crisi.

Cosa fa il curatore o liquidatore?

Nominato dal tribunale in determinate procedure, provvede all'amministrazione del patrimonio del debitore, dà corso alla sua alienazione quando necessario e fa ripartizione del ricavato tra i creditori secondo le regole di priorità stabilite dalla legge. Si pensi al caso di un'azienda in liquidazione: il curatore fa la vendita di macchinari, immobili e magazzino, poi dà distribuzione alle somme ricavate rispettando l'ordine delle prelazioni. Questa sequenza di operazioni gestorie e distributive costituisce il nucleo operativo attraverso cui trova concreta realizzazione il soddisfacimento dei creditori nell'ambito delle procedure liquidatorie previste dall'ordinamento.

Qual è il ruolo del commissario giudiziale?

Esercita vigilanza sul corretto svolgimento del piano e fa riferimento al giudice, dando accertamento che gli impegni assunti abbiano traduzione in fatti concreti. Se, per ipotesi, un imprenditore ha assunto l'impegno di dare versamento di una rata trimestrale ai creditori, il commissario esegue il controllo che quel versamento abbia davvero luogo.

Cosa fanno le società di recupero crediti?

Operano per conto dei creditori originari tentando di dare ottenimento al pagamento attraverso solleciti, trattative e, se necessario, azioni legali. Le telefonate assillanti e le lettere di diffida che molti ricevono hanno spesso provenienza proprio da queste strutture.

Cosa sono i pacchetti di crediti in sofferenza?

Sono insiemi di crediti di cui alcuni soggetti fanno rilevamento dalle banche a prezzi ribassati per poi dare tentativo alla riscossione, spesso aprendo a trattative con i debitori disposti a dare chiusura alla posizione con un pagamento a saldo e stralcio, ossia con il versamento di una somma inferiore al dovuto che ne comporta l'estinzione. Un mutuo non pagato da anni, oggetto di cessione per una frazione del suo valore nominale, può così finire nelle mani di un investitore disposto a dare accettazione a una percentuale ridotta pur di dare chiusura alla pratica.

Chi sono i garanti?

Sono persone che, al momento della concessione del credito, hanno assunto l'impegno di provvedere al pagamento al posto del debitore in caso di inadempimento, ad esempio tramite fideiussione. Un padre che appone la firma per il finanziamento del figlio è la figura più familiare.

Perché i garanti divengono soggetti interessati alla soluzione?

Perché quando la situazione si aggroviglia hanno un coinvolgimento in prima persona e la loro responsabilità patrimoniale è in gioco. Come chi cammina legato in cordata a un compagno che scivola, hanno diretta sopportazione delle conseguenze della caduta altrui.

Che ruolo hanno i familiari del debitore?

Pur non essendo sempre parti formali del procedimento, il loro coinvolgimento pratico ed emotivo assume spesso portata determinante per il buon esito del piano di rientro, soprattutto quando i beni sono in condivisione o la crisi dà origine a ripercussioni sull'intero nucleo. Una casa cointestata tra coniugi, per esempio, non può essere oggetto di cessione senza il consenso di entrambi.

Che tipo di supporto offrono le associazioni di consumatori e le organizzazioni di categoria?

Danno sostegno, danno sostanza, danno suggerimento: offrono sostegno e orientamento, dando assistenza a chi si trova in difficoltà nella comprensione degli strumenti disponibili e nella scelta della via più adatta. Un lavoratore alle prese con una cartella esattoriale imprevista, per esempio, può avere in questi enti un primo punto di riferimento.

Perché la risoluzione dei debiti non è una vicenda puramente privata?

Perché è un processo articolato che dà coinvolgimento a molte figure e richiede competenze condivise, contributi convergenti, compromessi e mediazione tra interessi spesso contrapposti. Tale intreccio di apporti professionali e negoziali fa sì che il percorso di risanamento abbia assunzione di una dimensione collettiva in cui il risultato dipende dalla capacità di dare dialogo a posizioni che hanno partenza da esigenze strutturalmente distanti. È come un cantiere in cui muratori, ingegneri, architetti e committenti devono darsi coordinamento per dare nascita all'edificio: nessuno, da solo, può dare compimento all'opera.

Qual è il compito comune che dà unione a tutti i soggetti coinvolti?

Dare rinvenimento a un equilibrio tra l'esigenza del debitore di dare ripartenza alla propria situazione e il diritto dei creditori di ottenere soddisfazione. Un punto di incontro simile a quello di una bilancia che, per rimanere ferma, ha bisogno di pesi calibrati su entrambi i piatti.

La risoluzione dei debiti richiede prontezza per evitare la maturazione di interessi, l'emissione di decreti ingiuntivi, l'esecuzione di pignoramenti e l'iscrizione di ipoteche. Le strade maestre si dipanano lungo un tragitto articolato che prende avvio dallo svolgimento del negoziato con i creditori come momento iniziale di confronto per giungere alla concessione della dilazione quale strumento di diluizione temporale dell'obbligazione, fino ad arrivare alla sospensione che opera un congelamento provvisorio della sua esigibilità (ovvero la facoltà del creditore di avanzare la pretesa del pagamento) e successivamente al saldo e stralcio che consente la chiusura della posizione con l'esecuzione di un versamento ridotto e, da ultimo, al consolidamento del debito che realizza l'accorpamento delle esposizioni in un'unica soluzione gestibile. In ipotesi di sovraindebitamento, il Codice della crisi prevede una gamma di strumenti che spaziano dal piano di ristrutturazione concepito per il riordino dell'esposizione debitoria fino ad arrivare al concordato minore quale procedura semplificata per i soggetti non assoggettabili a fallimento, proseguendo con la liquidazione controllata che permette la monetizzazione del patrimonio disponibile, per giungere infine all'esdebitazione (ossia la cancellazione dei debiti residui), la quale trova operatività anche a beneficio del debitore incapiente (colui che risulta privo dei mezzi per la soddisfazione dei creditori). Per tributi e cartelle sono a disposizione rateizzazioni e rottamazioni, con il sostegno degli Organismi di composizione della crisi.

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