Il contenzioso bancario è il complesso delle dispute che vengono a sorgere tra una banca e i suoi clienti, che si tratti di privati, professionisti o imprese, quando il rapporto contrattuale è oggetto di impugnazione da una delle due parti. Immaginiamo la famiglia che prende atto di aver dato corso per anni al pagamento di interessi superiori al dovuto sul mutuo di casa, o l'artigiano che vede il conto corrente destinatario di addebiti per commissioni mai concordate: in sostanza, si fa riferimento al contenzioso bancario ogniqualvolta taluno solleva contestazioni sulle modalità con cui la banca ha dato applicazione alle condizioni di un mutuo, di un finanziamento, di un conto corrente, di un'apertura di credito o di un altro servizio finanziario. La questione trova approdo dinanzi a un giudice, a un arbitro o a un organismo di conciliazione.
I motivi di attrito più ricorrenti hanno per oggetto gli interessi applicati e le modalità del loro calcolo. Un argomento ricorrente è quello dell'usura, cioè l'applicazione di interessi superiori alla soglia che la legge provvede a fissare: si immagini un piccolo imprenditore che ottiene il conseguimento di un fido a un tasso che, sommate le commissioni, va oltre il tetto oggetto di determinazione trimestrale da parte del Ministero dell'Economia. In tale evenienza, il cliente può avanzare la pretesa che gli interessi non siano dovuti. Un altro campo assai frequentato è l'anatocismo, termine tecnico che dà designazione al calcolo degli interessi sugli interessi già maturati, un po' come una palla di neve che nel suo rotolare fa raccolta di altra neve e diventa sempre più grande. A lungo le banche ne hanno fatto applicazione ai conti correnti tramite l'addebito trimestrale degli interessi passivi. Tale prassi ha formato oggetto di contestazione fino a ricevere una disciplina in senso restrittivo. Nei mutui, invece, si ha dibattito di frequente sulla validità delle clausole in materia di tasso di interesse, sull'esatta indicazione del tasso annuo effettivo globale (il cosiddetto TAEG, che costituisce il costo complessivo del finanziamento) e sulla legittimità degli ammortamenti alla francese, cioè quel meccanismo di rimborso del prestito attraverso rate costanti composte da una quota di capitale e una di interessi.
Un ulteriore capitolo di rilievo ha per oggetto la trasparenza. La legge pone in capo alle banche l'obbligo di dare comunicazione con chiarezza delle condizioni economiche dei contratti. Quando tali condizioni non sono state oggetto di adeguato chiarimento, o hanno subito modifiche unilaterali senza osservanza delle procedure prescritte, il cliente può sollevare contestazioni. Vi trovano collocazione le controversie sulle commissioni di massimo scoperto, sulle spese di tenuta conto non pattuite, sulle valute applicate agli accrediti e agli addebiti.
Vi sono poi le contese che traggono origine da operazioni non autorizzate: si pensi al pensionato che una mattina fa la scoperta del conto prosciugato da bonifici mai disposti, o al professionista che cade vittima di un messaggio di posta elettronica apparentemente identico a quello della propria banca. Trovano appartenenza a questa categoria prelievi fraudolenti, bonifici disposti da terzi, clonazioni di carte di pagamento, phishing (la truffa informatica che, mediante comunicazioni ingannevoli, opera la sottrazione di dati riservati) e altri raggiri telematici. Tali fenomeni di abuso e frode telematica danno luogo all'interrogativo su chi debba farsi carico della perdita, poiché occorre procedere all'accertamento se essa ricada sulla banca o sul cliente attraverso la valutazione se quest'ultimo abbia fatto custodia con cura delle proprie credenziali e se l'istituto abbia provveduto all'adozione di presidi di sicurezza adeguati. Assai dibattute risultano anche le vicende connesse agli investimenti, quando il cliente muove lamentela di aver dato luogo all'acquisto di prodotti finanziari rischiosi, come le obbligazioni subordinate di istituti in seguito caduti in dissesto, senza aver ricevuto adeguato ragguaglio o senza che la banca avesse effettuato la verifica della sua effettiva propensione al rischio.
Sul versante opposto, anche la banca può assumere il ruolo di parte promotrice del contenzioso. Ciò trova tipico verificarsi quando un cliente pone fine al pagamento delle rate di un mutuo o di un finanziamento, oppure lascia il conto corrente in rosso senza darne ripianamento. In questi casi l'istituto dà avvio ad attivarsi per il recupero delle somme dovute, tramite la richiesta di un decreto ingiuntivo o la promozione di una procedura esecutiva, che può giungere allo sbocco nel pignoramento di stipendi, conti correnti o immobili. Se il debitore è un'impresa in affanno, il contenzioso può andare a intrecciarsi con le procedure di crisi e con la ristrutturazione dei debiti.
Prima di trovare approdo in tribunale, la legge dà previsione di alcuni passaggi imprescindibili. Il cliente deve di norma dare inoltro a un reclamo scritto alla banca, che dispone di un termine per fornire risposta. Qualora la risposta non pervenga o risulti insoddisfacente, si può fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, un organismo che dà soluzione celermente alle controversie di modesta entità con un procedimento più agile rispetto a quello giudiziario. Per le liti in materia di investimenti si ha invece l'Arbitro per le Controversie Finanziarie. Prima di dare avvio a una causa civile occorre altresì procedere all'esperimento della mediazione, un confronto dinanzi a un mediatore imparziale in cui le parti fanno tentativo di giungere al raggiungimento di un'intesa.
Allorché la conciliazione va incontro a fallimento, si trova approdo al giudizio ordinario dinanzi al tribunale competente. Le cause bancarie presentano di frequente notevole intricamento e richiedono l'intervento di un consulente tecnico d'ufficio (CTU), cioè un perito che riceve designazione dal giudice, di solito un commercialista o un ingegnere gestionale, che procede alla ricostruzione delle movimentazioni del conto, effettua il ricalcolo degli interessi, compie l'accertamento se siano state oltrepassate le soglie di usura e opera la quantificazione delle eventuali somme da restituire. La sua opera richiama alla mente quella di un archeologo che, tramite lo scavo strato dopo strato tra estratti conto e contratti, dà riemersione alla reale storia economica del rapporto. La perizia tecnica ha un peso determinante sull'esito della lite, tanto che molte controversie trovano decisione proprio sulla ricostruzione dei numeri.
Gli esiti prospettabili sono molteplici. Il giudice può fare dichiarazione della nullità di alcune clausole del contratto, può procedere al ricalcolo del debito, può pronunciare condanna nei confronti della banca alla restituzione di somme indebitamente addebitate, oppure, per converso, può dare riconoscimento alle ragioni dell'istituto e conferma del credito. In talune ipotesi il rapporto è oggetto di rimodulazione, con la riduzione degli interessi o lo stralcio di voci di spesa non dovute.
Il contenzioso bancario è un ambito in perenne evoluzione, perché le pronunce della giurisprudenza e gli interventi delle autorità di vigilanza danno di frequente una nuova forma all'interpretazione delle norme. Anche la digitalizzazione dei servizi finanziari, con il ricorso crescente ad app, home banking (la gestione del conto per via telematica) e strumenti di pagamento elettronico, ha dato apertura a nuovi fronti di discussione, tramite il trasferimento di parte delle controversie dal terreno consueto dei tassi e delle commissioni a quello della sicurezza informatica e della tutela dei dati. Per tali motivi si tratta di una materia che esige competenze specialistiche sia dal lato legale sia da quello tecnico-contabile, e in cui l'accurata redazione dei contratti, la limpida comunicazione delle condizioni e l'integrale conservazione della documentazione rimangono gli strumenti più efficaci per scongiurare le liti o per farvi fronte con maggiori prospettive di successo.
Che cos'è il contenzioso bancario? È il coacervo delle dispute che affiorano tra un istituto di credito e la sua clientela, siano essi privati, professionisti o imprese, quando una delle parti solleva contestazioni sul vincolo contrattuale concernente mutui, finanziamenti, conti correnti, aperture di credito o altri servizi finanziari. Si consideri il piccolo imprenditore che, dopo anni di rapporto con la propria filiale, prende atto che le condizioni applicate al suo scoperto non collimano con quelle pattuite: di lì trae origine una controversia.
Quali sono i motivi di attrito più ricorrenti nel contenzioso bancario? Le ragioni più frequenti concernono gli interessi applicati e le modalità del loro computo, segnatamente le questioni legate all'usura e all'anatocismo.
Che cosa si intende per usura in ambito bancario? Si intende l'applicazione di interessi eccedenti la soglia stabilita dalla legge, che forma oggetto di determinazione trimestrale da parte del Ministero dell'Economia. Se, poniamo, il limite per una data categoria di finanziamenti trova fissazione al 10% e l'istituto fa applicazione del 12%, ci si trova al cospetto dell'usura.
Che cos'è l'anatocismo? È il computo degli interessi sugli interessi già maturati, un po' come una palla di neve che rotolando dà luogo a un accrescimento del proprio volume mediante l'inglobamento di altra neve lungo il tragitto. Si tratta di una prassi che ha visto lunga applicazione da parte degli istituti sui conti correnti attraverso l'addebito trimestrale degli interessi passivi, poi oggetto di regolamentazione in senso restrittivo.
Quali questioni formano frequente oggetto di dibattito in materia di mutui? Si consideri il caso di chi procede alla sottoscrizione di un mutuo trentennale nella persuasione di corrispondere un certo importo complessivo e prende atto, a distanza di anni, che l'esborso effettivo assume proporzioni ben più elevate: si apre il dibattito sulla validità delle clausole afferenti al tasso di interesse, sull'esatta indicazione del TAEG, ossia il tasso annuo effettivo globale, e sulla legittimità degli ammortamenti alla francese. Questo intreccio di profili controversi, che investe tanto la determinazione del costo del credito quanto l'architettura tecnica del rimborso, costituisce il fulcro delle contestazioni più frequenti in materia di mutui poiché va a toccare simultaneamente la formazione del consenso del cliente e la sostenibilità economica del rapporto lungo la sua intera durata.
Che cos'è il TAEG? È il tasso annuo effettivo globale, vale a dire l'onere complessivo del finanziamento.
Che cos'è l'ammortamento alla francese? È un congegno di rimborso del prestito attraverso rate costanti composte da una quota di capitale e una di interessi. Nelle prime rate si assiste a una netta predominanza della quota interessi, mentre solo negli anni seguenti la quota capitale conosce un sensibile aumento: chi procede all'estinzione di un mutuo dopo pochi anni prende atto di aver dato copertura a una frazione esigua del debito iniziale.
Quale obbligo pone la legge in capo alle banche in tema di trasparenza? La legge impone agli istituti la comunicazione con limpidezza delle condizioni economiche dei contratti. In difetto di adeguato chiarimento o in presenza di modifiche unilaterali irregolari, il cliente può dare corso a contestazioni. Basti pensare al correntista che riceve una comunicazione in caratteri minuti nella quale trova annuncio il rincaro delle spese senza congruo preavviso.
Quali controversie rientrano nell'ambito della trasparenza bancaria? Vi trovano confluenza le contese sulle commissioni di massimo scoperto, sulle spese di tenuta conto non pattuite e sulle valute applicate agli accrediti e agli addebiti. Questo novero di voci controverse, che concerne i costi accessori e le modalità di computo temporale delle operazioni, rappresenta il terreno consueto su cui si svolge la verifica dell'effettiva trasparenza dell'istituto poiché produce un'incidenza diretta sull'onere economico che il cliente sopporta senza sempre poterne cogliere con immediatezza la reale entità.
Che cos'è il phishing? È un raggiro informatico che, attraverso comunicazioni ingannevoli, dà attuazione alla sottrazione di dati riservati del cliente. Un caso emblematico si rinviene nella falsa email della banca che invita a cliccare su un collegamento per «procedere alla verifica delle proprie credenziali», con conseguente traghettamento della vittima su un sito clone.
Chi si fa carico della perdita in caso di operazioni non autorizzate? Occorre procedere all'accertamento se il pregiudizio ricada sull'istituto o sul cliente, con valutazione se quest'ultimo abbia dato prova di diligenza nella custodia delle proprie credenziali e se la banca abbia dato predisposizione a presidi di sicurezza adeguati.
Quali controversie riguardano gli investimenti? Concernono i casi in cui il cliente muove doglianze per aver dato acquisto a prodotti finanziari rischiosi, come obbligazioni subordinate di istituti in seguito precipitati nel dissesto, senza aver ricevuto adeguato ragguaglio o in assenza di verifica della propria propensione al rischio. Emblematiche sono le vicende dei risparmiatori che avevano dato collocazione ai propri capitali in bond di banche successivamente sottoposte a risoluzione, con conseguente ritrovamento di titoli privi di valore.
Quando la banca assume il ruolo di parte promotrice del contenzioso? Allorché il cliente pone interruzione al pagamento delle rate di un mutuo o di un finanziamento, oppure lascia il conto corrente in rosso senza darvi ripianamento, l'istituto dà avvio al recupero delle somme mediante decreto ingiuntivo o procedura esecutiva.
A quali beni può estendersi il pignoramento avviato dalla banca? Il pignoramento può investire stipendi, conti correnti o immobili del debitore. Come un pescatore che dispone di reti differenti a seconda della preda, l'istituto compie la scelta dello strumento più acconcio: questa gamma di cespiti aggredibili, che abbraccia tanto i flussi reddituali quanto le disponibilità liquide e il patrimonio immobiliare, tratteggia l'ampiezza degli strumenti che l'istituto può porre in azione in sede esecutiva poiché rende possibile la commisurazione della scelta del bene da colpire alla concreta situazione patrimoniale del debitore così da dare effettività al recupero del credito.
Quali passaggi imprescindibili prevede la legge prima del tribunale? Il cliente deve dare trasmissione di un reclamo scritto alla banca, che gode di un termine per fornire replica. In caso di riscontro insoddisfacente o assente, si può fare ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario o, per le liti in materia di investimenti, all'Arbitro per le Controversie Finanziarie.
Che cos'è l'Arbitro Bancario Finanziario? È un organismo che opera la definizione con celerità delle controversie di modesta entità attraverso un procedimento più snello rispetto a quello giudiziario. Un correntista che muove contestazioni su commissioni per poche centinaia di euro trova qui un riscontro senza dover fare fronte agli oneri e ai tempi di un giudizio ordinario.
Quale strumento è necessario esperire prima di dare avvio a una causa civile? Occorre dare corso alla mediazione, un confronto al cospetto di un mediatore imparziale in cui le parti compiono ogni sforzo per giungere al raggiungimento di un'intesa.
Che ruolo ha il consulente tecnico d'ufficio nelle cause bancarie? Il consulente tecnico d'ufficio, in sigla CTU, è di norma un commercialista o un ingegnere gestionale che riceve nomina dal giudice. Opera la ricostruzione delle movimentazioni del conto, procede al ricalcolo degli interessi, effettua il riscontro del travalicamento delle soglie di usura e provvede alla quantificazione delle eventuali somme da restituire. Svolge la propria attività come un archeologo che compie scavi tra estratti conto risalenti a decenni addietro per portare in luce la reale dinamica del rapporto.
Quali esiti può avere una causa bancaria? Il giudice può pronunciare la nullità di talune clausole, procedere al ricalcolo del debito, disporre la condanna della banca alla restituzione di somme indebitamente addebitate oppure dare accoglimento alle ragioni dell'istituto con convalida del suo credito. In certi casi il rapporto forma oggetto di rimodulazione con abbattimento degli interessi o espunzione di voci di spesa non dovute. Non è insolito che un correntista che si riteneva debitore di migliaia di euro faccia la scoperta, all'epilogo del giudizio, di essere addirittura creditore dell'istituto.
Perché il contenzioso bancario è considerato un ambito in perenne evoluzione? Perché le pronunce della giurisprudenza e gli interventi delle autorità di vigilanza conoscono frequente avvicendamento, danno luogo a continui rimaneggiamenti, procedono spesso alla ridefinizione dell'interpretazione delle norme. Parallelamente, la digitalizzazione dei servizi finanziari fa emergere nuovi fronti di discussione connessi alla sicurezza informatica e alla tutela dei dati: le controversie sulle frodi tramite home banking o applicazioni di pagamento istantaneo sono in costante crescita.
Quali sono gli strumenti più efficaci per prevenire il contenzioso bancario? La meticolosità nella confezione dei contratti, la limpidezza cristallina delle condizioni comunicate e la conservazione capillare della documentazione. Questo corredo di accorgimenti preventivi, che abbraccia la fase genetica del rapporto contrattuale, la sua gestione informativa e la custodia ordinata dei documenti nel tempo, costituisce il baluardo più efficace contro l'insorgere delle controversie bancarie poiché rende possibile la compressione a monte dei margini di ambiguità che danno alimento agli attriti tra istituto e cliente. Come in medicina la prevenzione consente il risparmio del ricorso alla terapia, così in ambito bancario un contratto redatto con precisione dà scongiuro ad anni di contenzioso.
La risoluzione dei debiti richiede prontezza per evitare la maturazione di interessi, l'emissione di decreti ingiuntivi, l'esecuzione di pignoramenti e l'iscrizione di ipoteche. Le strade maestre si dipanano lungo un tragitto articolato che prende avvio dallo svolgimento del negoziato con i creditori come momento iniziale di confronto per giungere alla concessione della dilazione quale strumento di diluizione temporale dell'obbligazione, fino ad arrivare alla sospensione che opera un congelamento provvisorio della sua esigibilità (ovvero la facoltà del creditore di avanzare la pretesa del pagamento) e successivamente al saldo e stralcio che consente la chiusura della posizione con l'esecuzione di un versamento ridotto e, da ultimo, al consolidamento del debito che realizza l'accorpamento delle esposizioni in un'unica soluzione gestibile. In ipotesi di sovraindebitamento, il Codice della crisi prevede una gamma di strumenti che spaziano dal piano di ristrutturazione concepito per il riordino dell'esposizione debitoria fino ad arrivare al concordato minore quale procedura semplificata per i soggetti non assoggettabili a fallimento, proseguendo con la liquidazione controllata che permette la monetizzazione del patrimonio disponibile, per giungere infine all'esdebitazione (ossia la cancellazione dei debiti residui), la quale trova operatività anche a beneficio del debitore incapiente (colui che risulta privo dei mezzi per la soddisfazione dei creditori). Per tributi e cartelle sono a disposizione rateizzazioni e rottamazioni, con il sostegno degli Organismi di composizione della crisi.
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