Soluzioni stragiudiziali del debito

Le soluzioni stragiudiziali del debito sono tutti quegli strumenti che permettono a chi versa in difficoltà economica di procedere al riordino dei propri debiti senza dover interpellare un giudice, ossia senza dare vita a una contesa in tribunale. Il principio di base è lineare. Si immagini un artigiano che, dopo mesi di fatturato in flessione, non riesce più a dare seguito alle forniture di materiale: anziché lasciare che la faccenda vada incontro a un degrado in pignoramenti, decreti ingiuntivi e altre procedure forzate, si va alla ricerca di un'intesa diretta con i creditori, procedendo all'individuazione di una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti. Il creditore, infatti, sovente manifesta una preferenza per il recupero di una parte del proprio credito in tempi celeri piuttosto che dare avvio ad azioni legali estenuanti, onerose e dall'esito incerto.

Il fulcro di queste soluzioni è la trattativa, come una partita a scacchi in cui ogni mossa deve fare i conti con le risorse dell'avversario. Il debitore, direttamente o attraverso un professionista come un avvocato, un commercialista o un consulente specializzato, procede a un contatto con chi vanta il credito e mette sul tavolo un piano di rientro sostenibile. Le forme che questo accordo può assumere sono molteplici. La più ricorrente è il cosiddetto saldo e stralcio, con cui il debitore dà luogo al versamento in un'unica soluzione di una somma inferiore rispetto al debito complessivo. Chi ha un'esposizione di diecimila euro, ad esempio, può fare un'offerta di quattromila all'istante, giungendo alla chiusura della partita. In cambio il creditore compie una rinuncia a esigere il resto. Un'altra opzione è la rateizzazione o dilazione, che si sostanzia nella distribuzione del pagamento nel tempo, con rate mensili commisurate alle effettive possibilità economiche di chi ha l'onere del pagamento. Esistono poi le rinegoziazioni dei contratti in corso, tipiche ad esempio dei mutui e dei finanziamenti, con cui si dà luogo alla modifica di condizioni come la durata, il tasso di interesse o l'importo della rata, rendendo l'obbligazione più gestibile.

Un ruolo di rilievo lo occupa anche la moratoria, cioè la sospensione provvisoria del pagamento delle rate per un certo periodo, utile quando la difficoltà è transitoria e si fa previsione di un miglioramento della situazione a breve, come accade al lavoratore stagionale in attesa della ripresa dell'attività. In ambito bancario e finanziario, poi, si fa spesso discussione del consolidamento del debito, che significa dare vita all'accorpamento di più debiti distinti in un unico finanziamento, tipicamente con una rata più bassa e una durata più lunga, così da conferire all'esposizione un carattere più ordinato e sostenibile: è come dare raccolta in un solo fascio a tanti rami sparsi che, presi singolarmente, rischierebbero di andare fuori controllo.

Il pregio principale di queste vie extragiudiziali è la flessibilità. A differenza di quanto ha luogo in tribunale, dove le norme sono rigide e i tempi dilatati, l'accordo tra le parti può essere oggetto di plasmatura su misura, tenendo conto delle esigenze effettive del debitore e delle aspettative del creditore, un po' come un abito che riceve cucitura addosso rispetto a uno confezionato in serie. Anche i costi sono solitamente più contenuti, perché si dà evasione a spese legali, contributi unificati (ossia le tasse dovute per l'avvio di un procedimento giudiziario) e onorari di consulenti tecnici nominati dal giudice. Tale complessivo fardello di oneri economici che troverebbero sostentamento nel percorso giudiziario viene scongiurato proprio grazie alla natura privatistica dell'accordo, che consente alle parti di dare risparmio a risorse le quali possono ricevere destinazione al soddisfacimento effettivo del credito piuttosto che andare disperse in adempimenti procedurali. C'è poi un aspetto meno tangibile ma significativo, la riservatezza. Un accordo privato non dà luogo alle medesime tracce pubbliche di una vicenda giudiziaria, circostanza che può assumere carattere cruciale sia per la reputazione personale sia per quella di un'attività imprenditoriale.

Perché una soluzione stragiudiziale abbia funzionamento effettivo, però, occorrono alcune condizioni. Occorre, anzitutto, la trasparenza. Il debitore deve procedere all'esibizione della propria situazione reale, con documenti che diano attestazione di redditi, patrimonio e altri debiti eventualmente presenti. Solo così il creditore può fare la valutazione se la proposta è credibile e conveniente. Occorre, in secondo luogo, la sostenibilità. Fare promesse di pagamenti che non troveranno onore conduce soltanto a un aggravamento della situazione, perché una volta che l'accordo è andato in naufragio il creditore darà avvio comunque a vie legali, spesso con maggior accanimento di prima: chi prende l'impegno del versamento di mille euro al mese avendo un guadagno di milleduecento, con quattro figli a carico, sta dando costruzione su sabbia. Occorre, infine, dare messa per iscritto a ogni intesa raggiunta, con precisa indicazione degli importi, delle scadenze e delle eventuali garanzie, così da fare prevenzione a contestazioni future.

Un profilo delicato è di riguardo agli effetti dell'accordo sui sistemi di informazione creditizia, quelli che tengono registrazione dei ritardi e dei mancati pagamenti. Una volta che il debito è giunto a estinzione con un saldo e stralcio o con una rateizzazione portata a compimento, il debitore può fare domanda perché la propria posizione riceva aggiornamento, così da poter fare ritorno, con il tempo, all'accesso a nuovi finanziamenti. Non è un percorso immediato, ma costituisce una delle mete principali di chi dà imbocco a questa strada.

Le soluzioni stragiudiziali sono rivolte a un pubblico assai vasto, cioè privati cittadini alle prese con prestiti personali o carte di credito, famiglie in arretrato con il mutuo, professionisti e piccoli imprenditori che devono procedere alla riduzione dell'esposizione con fornitori o banche. L'intero ventaglio di questi destinatari, che offre rappresentazione di uno spettro sociale ed economico eterogeneo ma accomunato dalla medesima esigenza di risanamento, trova in questi strumenti una risposta calibrata la quale sa fare modellamento sulle diverse condizioni di partenza senza che le specificità di ciascuna categoria vadano incontro a smarrimento nell'applicazione concreta delle procedure. In tutti questi casi, dare azione tempestiva fa una differenza enorme, proprio come una piccola falla in una diga può ricevere otturazione in pochi istanti se ne avviene l'individuazione subito, mentre diventa una voragine se lasciata nell'oblio per settimane. Più il debito trova affronto per tempo, maggiori sono le probabilità di conseguire condizioni favorevoli, perché il creditore percepisce la volontà di collaborare e non ha ancora dovuto sostenere costi per il recupero forzato. Quando invece la situazione è già andata incontro a cristallizzazione, con pignoramenti in corso o interessi di mora accumulati da anni, la trattativa si fa più ardua, anche se non impossibile.

In sostanza, le soluzioni stragiudiziali del debito danno rappresentazione a un ponte tra chi non riesce più a fare i pagamenti e chi ha volontà di recupero di quanto gli spetta, dando scampo allo scontro giudiziario e mettendosi invece alla ricerca di un punto di equilibrio. Non costituiscono una scorciatoia miracolosa per dare azzeramento ai debiti, ma uno strumento serio e assennato che, se riceve utilizzo con saggezza e con l'ausilio di persone competenti, permette a molti di fare emersione da situazioni che parevano senza via d'uscita e di procedere alla riedificazione progressiva di una vita economica stabile.

Punti chiave accordi stragiudiziali del debito. Domande e risposte

Che cosa sono le soluzioni stragiudiziali del debito? Sono strumenti che permettono a chi si trova in difficoltà economica di procedere alla riorganizzazione dei propri debiti senza fare ricorso al giudice. Pensiamo al nucleo familiare che, gravato dalle rate del mutuo, riesce a portare avanti una trattativa diretta con la banca per la definizione di una nuova scadenza: in questo modo si dà scampo a una contesa in tribunale.

Qual è il principio alla base di queste soluzioni? Dare corso a un'intesa diretta con i creditori per giungere all'individuazione di una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti. Si tiene così alla larga il ricorso a pignoramenti, decreti ingiuntivi e procedure forzate. Si mettono da parte gli attriti di un contenzioso, si tengono lontane le spese di un processo, si prendono le distanze dai tempi lunghi della giustizia: tutte queste misure coercitive, che compongono il tipico arsenale dell'esecuzione forzata, trovano accantonamento grazie a un dialogo preventivo che opera la sostituzione del ricorso all'autorità giudiziaria con una composizione consensuale degli interessi in gioco.

Perché il creditore può preferire un accordo stragiudiziale? Perché sovente dà la preferenza al recupero di una parte del credito in tempi rapidi anziché all'avvio di azioni legali lunghe, dispendiose e dall'esito incerto. Un istituto di credito, ad esempio, può ritenere più vantaggiosa la riscossione immediata del settanta per cento di un credito piuttosto che l'attesa di anni per un recupero integrale privo di garanzie.

Che cos'è il saldo e stralcio? Prendiamo il caso di chi ha un debito di diecimila euro e avanza la proposta di quattromila immediatamente: se il creditore dà il proprio assenso, l'intero rapporto giunge a estinzione e nulla è più dovuto. È l'intesa con cui il debitore procede al versamento in un'unica soluzione di una somma inferiore al debito complessivo. Il creditore compie una rinuncia alla pretesa sul residuo.

Puoi fare un esempio pratico di saldo e stralcio? Chi ha un debito di diecimila euro può formulare la proposta di quattromila euro immediatamente per l'estinzione della posizione, conseguendo la rinuncia del creditore sul residuo.

Che cos'è la rateizzazione o dilazione? È la ripartizione del pagamento nel tempo, con rate mensili proporzionate alle effettive possibilità economiche del debitore. Chi ha una percezione di millecinquecento euro al mese, ad esempio, potrà assumere l'impegno di una rata di duecento euro anziché di pagamenti insostenibili.

In che cosa consiste la rinegoziazione dei contratti in corso? Si consideri chi ha un mutuo trentennale a tasso variabile e, di fronte all'impennata degli interessi, ottiene dalla banca il passaggio a tasso fisso con dilatazione della durata. Consiste nella modifica delle condizioni di contratti come mutui e finanziamenti, con variazioni di durata, tasso di interesse o importo della rata per rendere l'obbligazione più maneggevole.

Che cos'è la moratoria? È la sospensione temporanea del pagamento delle rate per un dato periodo. Trova utilità quando la difficoltà è passeggera e si intravede un miglioramento a breve.

A chi risulta utile la moratoria? A soggetti come il lavoratore stagionale in attesa della ripresa dell'attività, quando la difficoltà economica ha carattere transitorio.

Che cos'è il consolidamento del debito? Immaginiamo chi ha tre finanziamenti distinti con rate mensili complessive di ottocento euro: attraverso la loro fusione in un unico prestito, può giungere a una rata sola di cinquecento euro su un arco temporale più esteso. È l'unificazione di più debiti distinti in un solo finanziamento, di norma con una rata più contenuta e una durata più estesa, così da dare all'esposizione un assetto più ordinato e sostenibile.

Quali sono i principali vantaggi delle soluzioni stragiudiziali? Sono la duttilità dell'accordo, gli oneri più contenuti rispetto al percorso giudiziario e la riservatezza. Tali soluzioni non danno luogo a impronte pubbliche come una vicenda in tribunale. Come un abito cucito su misura rispetto a uno confezionato in serie, questo insieme di benefici, che si presenta come un ventaglio complessivo capace di conferire alla via stragiudiziale una particolare attrattività, offre al debitore un quadro operativo che presenta una netta distinzione dal contenzioso ordinario perché consente la calibrazione dell'intesa sulle circostanze concrete senza la sopportazione degli oneri economici e reputazionali tipici del processo.

Perché le soluzioni stragiudiziali sono più flessibili di quelle giudiziali? Perché l'accordo tra le parti può ricevere una modellazione su misura, con la considerazione delle esigenze del debitore e delle aspettative del creditore, senza le rigidità normative del tribunale. Un debitore che ha la riscossione della tredicesima a dicembre, ad esempio, può giungere alla pattuizione di rate ridotte per undici mesi e di un versamento più cospicuo a fine anno.

Quali costi si evitano scegliendo la via stragiudiziale? Si dà scampo a spese legali, contributi unificati per l'avvio del procedimento giudiziario e compensi dei consulenti tecnici nominati dal giudice. Si tengono a distanza gli anticipi al legale, si mettono da parte le marche da bollo, si tengono lontane le parcelle dei periti: l'insieme di questi esborsi, che nel loro complesso costituiscono la componente economica più onerosa del contenzioso civile, va incontro a integrale risparmio quando le parti pervengono a un'intesa fuori dalle aule di giustizia, così da operare la preservazione di risorse destinabili direttamente al soddisfacimento del creditore.

Perché la riservatezza è importante in questi accordi? Perché un accordo privato non dà origine a impronte pubbliche. Un ristoratore in difficoltà, ad esempio, ha tutto l'interesse a fare ostacolo al fatto che fornitori e clienti giungano a conoscenza delle sue vicende dai registri di tribunale: ciò può assumere carattere determinante per la reputazione personale o di un'attività imprenditoriale.

Quali condizioni sono necessarie perché una soluzione stragiudiziale funzioni? Occorrono la trasparenza sulla situazione reale del debitore, la sostenibilità delle promesse di pagamento e la trasposizione in forma scritta di ogni intesa raggiunta. Come tre gambe di uno stesso sgabello, questi tre requisiti, che formano un presupposto unitario e imprescindibile per il buon esito della trattativa, offrono reciproco sostegno poiché tracciano un percorso in cui il creditore riceve informazioni veritiere sulla scorta delle quali procedere alla valutazione di impegni realistici che vengono poi cristallizzati in un documento capace di dare certezza a entrambe le parti.

Perché la trasparenza è indispensabile? Perché il creditore deve essere in grado di operare la valutazione della credibilità e della convenienza della proposta sulla base di documenti che diano prova di redditi, patrimonio ed eventuali altri debiti. Così come un medico non può fare la prescrizione di una cura senza avere conoscenza dello stato del paziente, tale corredo documentale, che rappresenta la base informativa indispensabile per qualsiasi giudizio di affidabilità economica, consente alla controparte la formazione di un quadro completo della situazione finanziaria del debitore, così da giungere consapevolmente alla decisione sull'accoglimento della proposta.

Che cosa succede se il debitore promette pagamenti insostenibili? L'accordo va incontro al naufragio. Chi assume l'impegno di un versamento di mille euro al mese avendo una percezione di milleduecento è destinato a fare fallimento sulla prima rata critica: il creditore dà comunque avvio alle vie legali, spesso con maggiore accanimento di prima, con un inasprimento della situazione.

Perché è importante mettere per iscritto l'accordo? Per operare l'esatta precisazione di importi, scadenze ed eventuali garanzie, con la prevenzione di contestazioni future. Come una mappa che opera la fissazione dei confini di un terreno scongiurando future dispute tra vicini, la formalizzazione scritta di questi elementi contrattuali, che costituiscono il nucleo essenziale dell'intesa raggiunta tra le parti, dà garanzia che ciascuno dei contraenti abbia a disposizione un riferimento certo cui fare appello qualora emergano dubbi interpretativi sulle obbligazioni assunte.

Che effetti hanno gli accordi stragiudiziali sui sistemi di informazione creditizia? Una volta compiuto il saldo del debito, il debitore può fare richiesta dell'aggiornamento della propria posizione per giungere, con il tempo, a un nuovo accesso a finanziamenti. Chi era oggetto di segnalazione come cattivo pagatore in una banca dati creditizia, chi risultava inadempiente presso le centrali rischi, chi vedeva lo sbarramento di ogni possibilità di ottenimento del credito, può progressivamente dare corso alla ricostruzione della propria affidabilità.

A chi sono rivolte le soluzioni stragiudiziali del debito? Sono destinate a privati cittadini con prestiti personali o carte di credito, famiglie in ritardo con il mutuo, professionisti e piccoli imprenditori esposti verso fornitori o banche. Come un porto sicuro aperto a imbarcazioni di ogni stazza, questa platea di destinatari, che nel suo insieme racchiude l'intero spettro dei soggetti economici non professionali del credito alle prese con difficoltà nel rimborso, ha in comune l'esigenza di trovare una via d'uscita ordinata dall'indebitamento senza dover fare esperienza delle conseguenze di un contenzioso giudiziario.

Perché la tempestività è così importante? Perché quanto prima avviene l'affrontamento del debito, tanto maggiori sono le probabilità di conseguimento di condizioni favorevoli. Chi fa la propria comparsa alla banca dopo aver mancato una rata trova ben altra disponibilità rispetto a chi bussa alla porta con dieci mensilità arretrate: il creditore ha percezione della volontà di collaborare e non ha ancora sostenuto costi di recupero.

Che cosa succede se si aspetta troppo prima di intervenire? La trattativa va incontro a maggiori difficoltà, con pignoramenti in corso e interessi di mora accumulati, pur senza risultare impossibile.

Chi può assistere il debitore nella trattativa? Un professionista come un avvocato, un commercialista o un consulente specializzato.

Le soluzioni stragiudiziali azzerano i debiti? No, non rappresentano una scorciatoia prodigiosa. Come una terapia riabilitativa che richiede impegno e tempo per la restituzione della piena funzionalità, costituiscono uno strumento serio che, con un impiego saggio e con il supporto di persone competenti, consente l'uscita da situazioni difficili e la progressiva ricostruzione di una stabilità economica.

Il saldo e stralcio consente a debitore e creditore di procedere alla pattuizione dell'estinzione irrevocabile del debito attraverso l'esecuzione di un versamento ridotto e la formulazione di una rinuncia alla quota residua. Trae origine da una trattativa e riceve suggello mediante la stipula di un'intesa scritta. Può avere per oggetto una pluralità di posizioni debitorie che trovano estensione dai finanziamenti bancari sino ai prestiti personali, con inclusione anche delle esposizioni che traggono origine dall'impiego delle carte di credito, al pari dei canoni di locazione privi di corresponsione e delle fatture che sono rimaste prive di evasione, fino a ricomprendere, nelle ipotesi che formano oggetto di espressa contemplazione normativa, persino la rottamazione delle cartelle che formano oggetto di emissione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Opera come strumento di scongiuro del recupero coattivo e del pignoramento nelle ipotesi di insolvenza. Può tuttavia dare luogo a ripercussioni sulla reputazione creditizia del debitore nella misura in cui l'operazione forma oggetto di annotazione presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia e riceve segnalazione al sistema di informazioni creditizie che è sottoposto alla gestione del CRIF (Centrale Rischi Finanziari), senza che si possa procedere a tralasciare le ricadute che ne discendono sul piano della fiscalità che trova applicazione alla sopravvenienza attiva derivante dalla rinuncia del creditore.

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saldo e stralcio

La ristrutturazione del debito offre a persone, imprese o Stati in affanno la possibilità di procedere a una rinegoziazione con i creditori di prestiti e obbligazioni, permettendo di tenere lontani fallimento e insolvenza. Può fare spazio a un ventaglio articolato di misure che passano attraverso il differimento delle scadenze, il quale si affianca alla riduzione del tasso d'interesse fino ad abbracciare la decurtazione del capitale nota come haircut, che sfocia nella trasformazione del credito in quote societarie. Attraverso il ricorso a negoziati bonari o iter di legge, mette a disposizione un rimedio sostenibile alla crisi e al sovraindebitamento, dando impulso a un cammino di risanamento che si allarga alla salvaguardia dei posti di lavoro e che trova compimento nel recupero dei crediti.

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ristrutturazione del debito

Il piano di rientro costituisce una pattuizione tra debitore e creditore che ha come finalità l'estinzione graduale di un debito mediante rate e scadenze concordate. L'accordo procede alla delineazione della somma dovuta unitamente agli interessi applicati e ai versamenti da effettuare, fino a operare la fissazione delle ripercussioni che trovano origine nell'inadempimento, tra cui si colloca la decadenza dal beneficio del termine. Trova impiego in una molteplicità di contesti che comprende i mutui bancari, con estensione ai prestiti personali fino a includere le bollette delle utenze insieme ai tributi dovuti alle amministrazioni pubbliche e ai crediti che hanno origine nei rapporti tra imprese. Consente di tenere lontane circostanze pregiudizievoli quali i pignoramenti sui beni del debitore, che possono andare incontro a una degenerazione in esecuzioni forzate fino a giungere alla dichiarazione di fallimento. Una rateizzazione sostenibile, proporzionata a entrate e uscite, offre tutela a entrambe le parti e dà impulso al ripristino dell'equilibrio economico.

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piano di rientro

Il consolidamento debiti procede alla riunione in un unico finanziamento di quanto concerne mutuo, prestiti, finanziamenti e carta revolving intesi come un insieme organico di esposizioni debitorie che vanno incontro alla riconduzione a un'unica posizione. Più scadenze fanno luogo a un'unica rata più contenuta. Nondimeno, la durata più estesa del piano di ammortamento può dare origine a un incremento di interessi e costo complessivo. Banca o finanziaria dà corso all'estinzione delle pregresse pendenze. Le formule contemplano l'annoveramento, come ventaglio organico di soluzioni tecniche riconducibili alla medesima logica di ristrutturazione del debito, del prestito personale insieme alla delega di pagamento e al mutuo di consolidamento o di liquidità con ipoteca. Reddito e merito creditizio esercitano un'influenza su accesso e tassi. È necessario procedere a un raffronto unitario dell'insieme delle condizioni economiche e contrattuali che abbraccia Tasso Annuo Nominale (TAN), Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), spese, assicurazioni e penali quali elementi inscindibili nella valutazione complessiva dell'offerta. Nei casi più critici va fatta una valutazione del sovraindebitamento.

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consolidamento debiti

La risoluzione dei debiti richiede prontezza per evitare la maturazione di interessi, l'emissione di decreti ingiuntivi, l'esecuzione di pignoramenti e l'iscrizione di ipoteche. Le strade maestre si dipanano lungo un tragitto articolato che prende avvio dallo svolgimento del negoziato con i creditori come momento iniziale di confronto per giungere alla concessione della dilazione quale strumento di diluizione temporale dell'obbligazione, fino ad arrivare alla sospensione che opera un congelamento provvisorio della sua esigibilità (ovvero la facoltà del creditore di avanzare la pretesa del pagamento) e successivamente al saldo e stralcio che consente la chiusura della posizione con l'esecuzione di un versamento ridotto e, da ultimo, al consolidamento del debito che realizza l'accorpamento delle esposizioni in un'unica soluzione gestibile. In ipotesi di sovraindebitamento, il Codice della crisi prevede una gamma di strumenti che spaziano dal piano di ristrutturazione concepito per il riordino dell'esposizione debitoria fino ad arrivare al concordato minore quale procedura semplificata per i soggetti non assoggettabili a fallimento, proseguendo con la liquidazione controllata che permette la monetizzazione del patrimonio disponibile, per giungere infine all'esdebitazione (ossia la cancellazione dei debiti residui), la quale trova operatività anche a beneficio del debitore incapiente (colui che risulta privo dei mezzi per la soddisfazione dei creditori). Per tributi e cartelle sono a disposizione rateizzazioni e rottamazioni, con il sostegno degli Organismi di composizione della crisi.

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