Sovraindebitamento

Il sovraindebitamento è la condizione in cui una persona, una famiglia o una piccola impresa si ritrova nella necessità di procedere al rimborso di importi talmente ingenti, rispetto a ciò che percepisce o detiene, da non riuscire più a farvi fronte in modo ordinato. Si prenda in considerazione un artigiano che, dopo aver dato avvio a tre finanziamenti per procedere all'ammodernamento dell'officina, si ritrova con rate mensili che risultano in eccesso rispetto ai propri incassi: non è semplicemente questione di qualche debito arretrato. Si tratta di uno squilibrio radicato e persistente tra ciò per cui sussiste l'obbligo di pagamento e ciò per cui esiste la capacità di pagamento. Il debitore, pur procedendo alla cessione di quanto possiede e alla devoluzione ai creditori dell'intero reddito disponibile, non giungerebbe egualmente all'estinzione del dovuto in tempi ragionevoli. È come tentare di svuotare un'imbarcazione in cui l'ingresso dell'acqua ha luogo più rapidamente di quanto si riesca a effettuarne l'espulsione con un secchio.

Le cause di questo stato di cose sono svariate e spesso danno luogo a intrecci reciproci. Talora l'origine risiede in un evento improvviso che dà luogo allo sconvolgimento degli equilibri economici di chi lo patisce: la perdita del lavoro, una patologia grave, una separazione, la scomparsa di un congiunto che dava il proprio contributo al bilancio domestico, un dissesto aziendale che investe il lavoratore autonomo o il piccolo imprenditore. In altri casi il sovraindebitamento matura gradualmente, mediante il ricorso reiterato a prestiti per far fronte alle spese correnti, l'impiego smodato di carte di credito revolving, cioè quelle che rendono possibile il rimborso a rate anziché in un'unica soluzione, la sottoscrizione di molteplici finanziamenti per dare corso al pagamento delle rate di finanziamenti precedenti, in una spirale in cui ogni nuovo debito svolge la funzione di argine rispetto a quello pregresso, proprio come un tappo che dà copertura a una falla mentre se ne aprono altre due. Anche il gioco d'azzardo, i raggiri o semplicemente una gestione poco oculata del bilancio familiare possono avere come approdo il medesimo esito. Nel caso delle piccole imprese assumono peso fattori quali le crisi di settore, l'insolvenza della clientela, l'impennata improvvisa dei costi delle materie prime o dell'energia, un contenzioso fiscale. Si prenda in esame il caso di una piccola trattoria che, dopo il rincaro delle bollette energetiche e la morosità di alcuni clienti aziendali, va incontro all'assottigliamento mese dopo mese della propria liquidità: questo insieme di circostanze avverse che colpiscono l'attività imprenditoriale dà forma a un quadro di fragilità strutturale che porta a un'erosione progressiva della solidità finanziaria dell'impresa fino ad arrecare pregiudizio alla capacità di onorare gli impegni assunti verso banche, fornitori e amministrazione fiscale.

Le conseguenze del sovraindebitamento vanno ben oltre la mera difficoltà economica. Chi vi resta invischiato è soggetto a pressioni incessanti da parte dei creditori, telefonate di recupero crediti, lettere di sollecito, decreti ingiuntivi, pignoramenti dello stipendio, pignoramenti della pensione, pignoramenti della casa, pignoramenti dei conti correnti. A questo si aggiungono l'ansia, la vergogna, l'isolamento sociale, l'incrinarsi dei rapporti familiari e, non di rado, contraccolpi sulla salute fisica e psicologica. Le persone sovraindebitate mostrano la tendenza a operare l'occultamento della propria condizione, dando così luogo alla procrastinazione del momento di affrontare il problema e provocando un ulteriore aggravamento della situazione: è come chi non presta attenzione a un dolore persistente confidando che venga meno da sé, mentre il male procede in sordina.

Un risvolto particolarmente insidioso è il fenomeno dell'usura, che trova terreno fertile proprio tra chi si trova in una condizione di estromissione dai canali di credito ordinari perché già oggetto di segnalazione come cattivo pagatore. Quando da parte delle banche e delle finanziarie non ha più luogo l'erogazione di prestiti, la tentazione di rivolgersi a prestatori clandestini, che praticano tassi esorbitanti e fanno ricorso a minacce, dà origine a un rischio concreto, con ricadute devastanti sul piano personale, patrimoniale e talvolta anche penale per le vittime che rimangono nelle maglie di dinamiche criminali. Non di rado nelle cronache locali si trova menzione di piccoli commercianti che, dopo aver avanzato la richiesta di poche migliaia di euro a un conoscente compiacente, si sono visti avanzare la pretesa di cifre decuplicate nell'arco di pochi mesi.

Per ottenere l'affrancamento dal sovraindebitamento esistono strumenti giuridici concepiti proprio per mettere a disposizione di chi versa in difficoltà una possibilità di ripartire, quella che nel linguaggio tecnico prende il nome di esdebitazione, cioè la liberazione dai debiti per cui non si è potuto procedere all'adempimento. Le procedure prevedono di norma che da parte del debitore avvenga la presentazione di un piano ai propri creditori, con l'indicazione di ciò che può realisticamente costituire oggetto di restituzione e in quanto tempo, oppure che abbia luogo la messa a disposizione dell'intero patrimonio in cambio dell'azzeramento dei debiti residui. Si immagini un lavoratore dipendente con una retribuzione modesta che dà la propria disponibilità al versamento per un quadriennio di una quota fissa mensile ai creditori, con il conseguente ottenimento dell'estinzione di quanto ancora dovuto: un ruolo di rilievo è ricoperto dagli organismi di composizione della crisi, strutture specializzate che forniscono assistenza al debitore nell'elaborazione della proposta e nell'interlocuzione con i creditori. La finalità di queste procedure è duplice: da un lato dare tutela ai creditori, con la garanzia per loro di almeno una frazione di quanto di loro spettanza, dall'altro dare al debitore la possibilità di fare ritorno a una vita economica normale, senza rimanere sotto l'oppressione per sempre di un fardello divenuto insostenibile.

La prevenzione, tuttavia, resta lo strumento più efficace. Sul versante dei comportamenti virtuosi assumono rilievo l'educazione alla gestione consapevole del denaro, la disamina di un contratto di finanziamento prima della firma, la comprensione del significato del tasso di interesse e degli oneri accessori, la ponderazione attenta della sostenibilità di una rata rispetto al proprio reddito, l'accantonamento di piccole somme per gli imprevisti. Chi procede all'accantonamento anche solo di cinquanta euro al mese in un fondo dedicato agli imprevisti si troverà pronto a far fronte a una lavatrice guasta o a una bolletta straordinaria senza dover ricorrere a un prestito. L'adozione congiunta di queste pratiche di gestione finanziaria personale rappresenta una salvaguardia complessiva che porta a un'attenuazione sensibile del rischio di trovarsi in difficoltà, poiché rende possibile all'individuo lo sviluppo di una consapevolezza economica tale da dare orientamento a ogni decisione di spesa e di indebitamento verso scelte commisurate alle proprie effettive risorse. Anche procedere per tempo all'individuazione dei segnali di allarme, come il ricorso sistematico allo scoperto di conto o l'accensione di nuovi prestiti per l'estinzione di rate arretrate, rende possibile un intervento quando la situazione è ancora sanabile, prima che si verifichi la degenerazione in un sovraindebitamento conclamato dal quale è assai più arduo risollevarsi. Calza qui l'immagine del piccolo incendio domestico: procedere al suo spegnimento con un bicchiere d'acqua nei primi minuti è agevole, dopo mezz'ora la sua estinzione richiede l'intervento dei vigili del fuoco.

Punti chiave sovraindebitamento. Domande e risposte

Che cos'è il sovraindebitamento? È la situazione in cui un individuo, un nucleo familiare o una piccola impresa ha l'obbligo di procedere alla restituzione di somme tanto cospicue, in rapporto a ciò che riceve come introito o ha in possesso, da non riuscire più a dare onore alle stesse in maniera ordinata. Si immagini un nucleo familiare con un'entrata mensile di 1.800 euro che si ritrova nella necessità di dare corresponsione a rate per 2.500 euro al mese tra mutuo, prestiti personali e carte di credito.

Qual è la caratteristica principale del sovraindebitamento? Ha collocazione in uno squilibrio radicato e duraturo tra ciò che costituisce oggetto di versamento dovuto e ciò di cui si ha capacità di versamento. Tale disavanzo presenta una marcatura così accentuata che, persino mediante l'alienazione di tutti i beni e la devoluzione dell'intera entrata disponibile ai creditori, non si arriverebbe all'estinzione del debito in tempi accettabili. È come fare un tentativo di prosciugamento di un'imbarcazione che riceve acqua più rapidamente di quanto si riesca a compiere la sottrazione della stessa con un secchio.

Quali sono le cause improvvise del sovraindebitamento? Basti fare un pensiero a un padre di famiglia che va incontro allo smarrimento dell'impiego dopo vent'anni di servizio, a una madre che riceve il colpo di un male oncologico che pone l'esigenza di cure dispendiose, a una coppia che va incontro alla divisione dovendo dare sostegno a due dimore distinte, alla scomparsa del coniuge che aveva il compito di portare a casa lo stipendio principale, o all'artigiano la cui bottega va incontro al naufragio da un giorno all'altro. Questa somma di eventi traumatici che possono avere abbattimento sull'esistenza di un individuo dà forma alla categoria degli accadimenti repentini che, esercitando un gravame brusco sulla capacità reddituale o patrimoniale, hanno l'attitudine a dare innesco a una condizione di squilibrio finanziario tale da esercitare una minaccia sulla tenuta economica di chi ne rimane colpito.

Come può maturare gradualmente il sovraindebitamento? Può giungere a maturazione attraverso il ricorso reiterato a prestiti per le spese correnti, l'impiego smodato di carte di credito revolving e la sottoscrizione di nuovi finanziamenti per procedere al saldo delle rate di quelli antecedenti. In analogia con una palla di neve che, nel suo rotolamento lungo un declivio, va incontro a un gonfiamento sino ad avere trasformazione in valanga, questa progressiva spirale debitoria che riceve nutrimento da sé stessa dà rappresentazione al percorso lento e insidioso attraverso cui un individuo ha uno scivolamento verso il sovraindebitamento, poiché ogni singola condotta esercita corroborazione sulle altre in una dinamica cumulativa che finisce per operare un'erosione irreversibile della capacità del debitore di dare onore agli impegni assunti.

Cosa sono le carte di credito revolving? Sono carte che offrono la possibilità di procedere alla restituzione delle somme a rate anziché in un'unica soluzione. Chi effettua l'acquisto di un elettrodomestico da 1.000 euro, per esempio, può dare riversamento all'importo in agevoli rate mensili da 50 euro, sulle quali però ha luogo la maturazione di interessi sovente assai elevati.

Quali fattori possono causare il sovraindebitamento delle piccole imprese? Si prenda in considerazione il negozio di abbigliamento travolto dalla diffusione del commercio elettronico, l'idraulico che non ha modo di ottenere la riscossione del compenso da un condominio, il fornaio che assiste al raddoppiamento in pochi mesi della bolletta dell'energia elettrica e del prezzo della farina, oppure l'artigiano che riceve il colpo di un accertamento fiscale con richiesta di somme arretrate. Questo complesso di circostanze avverse che possono dare assalto simultaneamente o in successione al tessuto produttivo di una realtà imprenditoriale minore dà forma all'insieme delle pressioni esogene ed endogene, ossia esterne e interne, che, esercitando un'azione sui margini operativi e sulla liquidità, hanno la capacità di dare sospinta all'impresa verso una condizione di squilibrio finanziario irreversibile.

Quali sono le conseguenze pratiche del sovraindebitamento sui creditori? Hanno luogo manifestazioni di pressioni incessanti da parte dei creditori, telefonate di recupero crediti, missive di sollecito, decreti ingiuntivi e pignoramenti di stipendio, pensione, dimora e conti correnti. Come un assedio medievale in cui gli assalitori procedono alla serratura da ogni lato delle mura di una città, questa articolata offensiva di iniziative orientate al recupero delle somme dovute dà rappresentazione all'insieme delle ripercussioni concrete che il debitore riceve quotidianamente, poiché ciascuna di tali azioni trova iscrizione in una strategia coordinata che ha come obiettivo il conseguimento del soddisfacimento delle pretese creditorie attraverso una crescente intensificazione della pressione esercitata sul soggetto inadempiente.

Quali effetti personali produce il sovraindebitamento? Dà origine ad ansia, vergogna, isolamento sociale, incrinatura dei legami familiari e contraccolpi sulla salute fisica e psicologica. Si immagini il padre che pone fine alle risposte al telefono per timore dei creditori, opera una schivata degli amici per non trovarsi nell'obbligo di dare chiarimento sulla propria situazione, entra in bisticcio ogni sera con la moglie per le bollette insolute, va incontro allo sviluppo di insonnia cronica e finisce per subire una gastrite nervosa. Questa somma di ricadute che hanno investimento sulla sfera intima e relazionale dell'individuo dà forma alla dimensione umana della crisi debitoria, poiché ogni manifestazione si trova in intreccio con le altre in un processo di deterioramento complessivo che ha coinvolgimento simultaneo dell'equilibrio emotivo, della trama degli affetti e delle condizioni di benessere fisico di chi si trova a dare affronto all'impossibilità di dare onore ai propri impegni.

Perché il sovraindebitamento favorisce il fenomeno dell'usura? Perché chi riceve segnalazione come cattivo pagatore va incontro all'estromissione dai canali di credito ordinari. Costui può dunque ricevere induzione a fare ricorso a prestatori clandestini che procedono all'applicazione di tassi esorbitanti e fanno ricorso a minacce. Non è insolito il caso del commerciante che, dopo aver ricevuto respingimento da tutte le banche, dà accoglienza a un prestito di 10.000 euro trovandosi poi nell'obbligo di darne restituzione per 30.000 in pochi mesi, sotto la minaccia di rappresaglie contro i familiari.

Che cos'è l'esdebitazione? Si prenda in considerazione il caso di un ex imprenditore che, dopo il tracollo della sua azienda, resta con debiti per 200.000 euro impossibili da portare a saldo: mediante specifiche procedure giuridiche può ottenere il conseguimento della cancellazione di quanto non è riuscito a dare in versamento. Ha collocazione nell'affrancamento dai debiti a cui non si è potuto dare adempimento.

Come funzionano generalmente le procedure di esdebitazione? Prevedono che il debitore proceda alla sottoposizione ai creditori di un piano con l'indicazione di ciò che può realisticamente dare in restituzione e in quanto tempo. In alternativa, pongono l'esigenza che egli faccia la messa a disposizione dell'intero patrimonio in cambio dell'annullamento dei debiti residui. Un dipendente con stipendio di 1.500 euro può, per esempio, fare l'offerta di versamento di 300 euro al mese per un quinquennio; oppure procedere all'alienazione dell'appartamento di proprietà per ottenere l'affrancamento da ogni ulteriore pretesa.

Che ruolo hanno gli organismi di composizione della crisi? Sono strutture specializzate che offrono coadiuvamento al debitore nell'elaborazione della proposta e nel dialogo con i creditori. Danno assolvimento a un compito affine a quello di un mediatore che, in una trattativa intricata, presta agevolazione alle parti nel reperimento di un punto d'incontro.

Qual è la duplice finalità delle procedure di esdebitazione? Il primo scopo è dare tutela ai creditori, offrendo agli stessi almeno una frazione di quanto dovuto. Il secondo è dare al debitore la possibilità di fare ritorno a un'esistenza economica normale. Si immagini la banca che ottiene il recupero del 30% del credito vantato e il debitore che, avendo ricevuto sgravio dal peso residuo, può nuovamente procedere all'apertura di un conto corrente, dare avvio alla ricerca di un impiego e fare progettazione dell'avvenire.

Quali comportamenti aiutano a prevenire il sovraindebitamento? Portano giovamento l'educazione alla gestione consapevole del denaro, la disamina dei contratti di finanziamento, la comprensione dei tassi di interesse e degli oneri accessori, la valutazione della sostenibilità delle rate e l'accantonamento di piccole somme per gli imprevisti. Alla stregua di un capitano esperto che compie l'esame delle carte nautiche prima di salpare e mantiene sempre una scialuppa pronta, questa somma di pratiche virtuose orientate alla salvaguardia preventiva dell'equilibrio finanziario personale dà forma alla strategia complessiva attraverso cui un individuo può fare premunizione contro il rischio di scivolamento in una condizione debitoria patologica, poiché ciascuna condotta esercita corroborazione sulle altre in un percorso di consapevolezza che offre la possibilità di serbare il controllo sulle proprie risorse e di dare prefigurazione alle conseguenze delle scelte economiche assunte.

Quali sono i segnali di allarme di un possibile sovraindebitamento? Una spia risiede nel ricorso sistematico allo scoperto di conto: il lavoratore che ogni mese, prima ancora di ricevere l'accredito dello stipendio, si trova già in rosso di diverse centinaia di euro. Un'altra è data dall'accensione di nuovi prestiti per procedere all'estinzione di rate arretrate, come chi fa apertura di un finanziamento da 5.000 euro presso una finanziaria solo per dare saldo alle mensilità scadute del mutuo.

Perché è importante intervenire tempestivamente sui segnali di allarme? Perché offre la possibilità di operare quando la situazione è ancora rimediabile, prima che vada incontro a degenerazione in un sovraindebitamento conclamato dal quale è assai più arduo ottenere il risollevamento. Come un piccolo focolaio che può ricevere domatura con un bicchiere d'acqua se affrontato all'istante, ma che va incontro alla trasformazione in un incendio devastante se lasciato dilagare, così la crisi finanziaria riceve fronteggiamento con successo solo nelle sue fasi iniziali.

La composizione della crisi dà facoltà a chi si trova in stato di sovraindebitamento, con inclusione tanto delle famiglie quanto dei lavoratori insieme ai pensionati e con menzione parimenti dei professionisti fino ad arrivare ai piccoli imprenditori, di giungere a un accordo con i creditori su un piano praticabile che possa avere configurazione come modalità di pagamento oppure trovare forma quale dilazione temporale e arrivare finanche alla cessione dei beni. Con il sostegno dell'organismo di composizione della crisi e con la valutazione del giudice, il debitore può porre un arresto a pignoramenti e azioni esecutive. In tal modo pone in salvaguardia la propria dignità e ottiene il conseguimento, al compimento del piano, dell'esdebitazione, ovvero della liberazione dai debiti residui.

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La risoluzione dei debiti richiede prontezza per evitare la maturazione di interessi, l'emissione di decreti ingiuntivi, l'esecuzione di pignoramenti e l'iscrizione di ipoteche. Le strade maestre si dipanano lungo un tragitto articolato che prende avvio dallo svolgimento del negoziato con i creditori come momento iniziale di confronto per giungere alla concessione della dilazione quale strumento di diluizione temporale dell'obbligazione, fino ad arrivare alla sospensione che opera un congelamento provvisorio della sua esigibilità (ovvero la facoltà del creditore di avanzare la pretesa del pagamento) e successivamente al saldo e stralcio che consente la chiusura della posizione con l'esecuzione di un versamento ridotto e, da ultimo, al consolidamento del debito che realizza l'accorpamento delle esposizioni in un'unica soluzione gestibile. In ipotesi di sovraindebitamento, il Codice della crisi prevede una gamma di strumenti che spaziano dal piano di ristrutturazione concepito per il riordino dell'esposizione debitoria fino ad arrivare al concordato minore quale procedura semplificata per i soggetti non assoggettabili a fallimento, proseguendo con la liquidazione controllata che permette la monetizzazione del patrimonio disponibile, per giungere infine all'esdebitazione (ossia la cancellazione dei debiti residui), la quale trova operatività anche a beneficio del debitore incapiente (colui che risulta privo dei mezzi per la soddisfazione dei creditori). Per tributi e cartelle sono a disposizione rateizzazioni e rottamazioni, con il sostegno degli Organismi di composizione della crisi.

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