La composizione della crisi è lo strumento che offre a chi versa in gravi ristrettezze economiche la possibilità di giungere a un'intesa con i propri creditori per operare un'uscita da una condizione di sovraindebitamento. Si prenda in esame una famiglia che, in seguito alla perdita dell'impiego del principale percettore di reddito, si ritrova gravata da un mutuo, prestiti al consumo e bollette arretrate: i debiti accumulati vanno ormai oltre l'effettiva possibilità di procedere al loro pagamento con le proprie entrate e il proprio patrimonio, ed è precisamente questa la condizione che riceve la denominazione tecnica di sovraindebitamento. Si tratta di un procedimento che ha come finalità la concessione di una seconda opportunità a soggetti che, pur nutrendo la volontà di dare estinzione a quanto dovuto, non hanno più la capacità di farlo con le proprie risorse. In tal modo si dà scampo al rischio che rimangano imprigionati per sempre in una spirale di solleciti di pagamento, interessi e azioni esecutive come pignoramenti e ipoteche.
Il principio ispiratore è lineare. Anziché dare spazio all'azione isolata di ogni creditore, spesso con l'insidia che qualcuno ottenga il recupero dell'intero credito e altri nulla, si procede alla costruzione di un piano ordinato che abbraccia l'intera situazione debitoria. Il debitore mette in evidenza ciò che possiede e ciò che è in grado di corrispondere verosimilmente nel tempo. Fa quindi presentazione ai creditori di una soluzione che, pur operando una decurtazione dell'importo o una proroga delle scadenze, si rivela comunque più conveniente rispetto all'alternativa di procedure aggressive e caotiche. È una logica di conciliazione, affine a quella di un'imbarcazione in tempesta che dà via a parte del carico per mettere in salvo l'equipaggio: si dà consenso a ricevere meno o più tardi, in cambio della sicurezza di ricevere qualcosa.
Al fondamento del procedimento vi è la figura del debitore in stato di sovraindebitamento, ossia una persona o una modesta realtà economica che non trova collocazione tra quei soggetti ammessi alle procedure concorsuali maggiori, come il fallimento nella sua accezione classica. Fanno ingresso in questa categoria svariate tipologie di soggetti: i lavoratori dipendenti, i pensionati, le famiglie, i professionisti, i piccoli imprenditori agricoli, le aziende di dimensioni ridottissime. Si pensi all'artigiano che porta avanti da solo la propria bottega, alla pensionata che ha prestato garanzia per un congiunto, al piccolo coltivatore sopraffatto da un'annata avversa: questa platea variegata di destinatari, che comprende tanto i singoli cittadini quanto le realtà produttive di contenuta portata, ha in comune il tratto di non avere la gestione di attività di ampio respiro pur potendo trovarsi oppressa da debiti cospicui, ragion per cui il legislatore ha inteso dare predisposizione a uno strumento su misura che desse risposta alle peculiari necessità di chi rimane tagliato fuori dalle procedure concorsuali ordinarie.
Il percorso ha inizio con l'elaborazione di un piano minuzioso, nel quale il debitore compie una raffigurazione della propria situazione e fa enumerazione di diversi aspetti: i beni di cui ha disponibilità, gli introiti mensili, le spese indispensabili per condurre un'esistenza dignitosa, l'insieme delle esposizioni verso banche, fornitori, enti pubblici e privati. Al pari di un medico che, prima di dare prescrizione a una terapia, procede alla raccolta dell'intera anamnesi del paziente (ossia la ricostruzione completa della sua storia clinica), questa raffigurazione d'insieme del quadro patrimoniale e reddituale, che offre restituzione in modo unitario tanto delle risorse disponibili quanto degli obblighi da adempiere, costituisce la base conoscitiva sulla quale trova articolazione una proposta concreta ai creditori, la quale può fare previsione del pagamento parziale dei debiti, di una loro dilazione, oppure della messa a disposizione di determinati beni la cui vendita darà contributo al soddisfacimento almeno parziale delle pretese.
Un ruolo nevralgico è affidato a un organismo di composizione della crisi o a un professionista incaricato, che presta assistenza al debitore nell'elaborazione della proposta e ne fa attestazione della serietà e della sostenibilità. Questa figura svolge una funzione di garanzia, poiché procede alla verifica che i numeri siano affidabili, che il debitore abbia fatto dichiarazione di tutto ciò che possiede e che la proposta sia effettivo riflesso del massimo sforzo praticabile. Un po' come il revisore che fa apposizione della propria sottoscrizione su un bilancio, senza questa convalida tecnica i creditori difficilmente darebbero il proprio assenso alla rinuncia a parte del loro credito.
Una volta ultimata, la proposta viene sottoposta al vaglio del giudice, che compie una ponderazione sull'osservanza dei requisiti prescritti e sulla coerenza e attuabilità del piano. A seconda del tipo di procedura prescelta, i creditori possono ricevere convocazione al voto oppure la decisione può essere assunta direttamente dal tribunale, sulla scorta della meritevolezza del debitore e dell'adeguatezza della proposta. Se il tutto ottiene approvazione, il piano acquisisce efficacia vincolante per l'intera schiera dei creditori coinvolti, financo per quelli che avevano dato manifestazione di parere contrario o si erano tenuti lontani dalla pronuncia.
Da quell'istante, il debitore ha l'obbligo di dare puntuale adempimento agli impegni contratti, procedendo alla corresponsione delle somme pattuite, alla messa a disposizione dei beni previsti e al mantenimento di una condotta irreprensibile. In contropartita ottiene una tutela preziosa, poiché le azioni individuali dei creditori vanno incontro a sospensione e, una volta portato a compimento il piano, la porzione di debito insoluta riceve estinzione definitiva. Questo esito, che prende il nome di esdebitazione (ossia la liberazione dai debiti residui), costituisce il vero approdo dell'intero procedimento: è come compiere l'uscita da una lunga galleria e tornare finalmente alla vista della luce, poiché consente al debitore di dare avvio a un nuovo inizio, affrancato dal fardello di obbligazioni che altrimenti gli avrebbero fatto compagnia per l'intera esistenza.
La composizione della crisi dà dunque risposta a una duplice necessità. Da un lato assicura protezione a chi si trova in affanno per cause spesso estranee alla propria volontà, riconducibili a svariate circostanze: la perdita dell'impiego, una malattia, un dissesto imprenditoriale onesto, eventi familiari inattesi. Si prenda in considerazione l'imprenditore che, dopo trent'anni di operosità onesta, assiste al travolgimento della propria azienda per effetto del crollo di un grande committente, o il padre di famiglia posto nella necessità di dare abbandono al lavoro per una diagnosi repentina: questo insieme di accadimenti avversi, che pone in comunanza vicende personali e professionali capaci di operare uno sconvolgimento dell'equilibrio economico di chi le subisce senza averne dato causa, giustifica l'intervento di uno strumento protettivo che dia riconoscimento alla buona fede del debitore sopraffatto da fattori esterni. Dall'altro apre ai creditori una via d'uscita più razionale, poiché rende loro possibile il conseguimento in tempi certi almeno di una frazione di quanto spetterebbe, con la sottrazione ai costi e alle incognite di un recupero coattivo che spesso si mostra infruttuoso. In questo equilibrio tra protezione del debitore e ragionevole soddisfazione dei creditori trova racchiusura il senso profondo di uno strumento che opera la combinazione di severità e sensibilità, sistema e solidarietà, dando riconoscimento al fatto che l'insolvenza non è sempre sinonimo di disonestà e che il diritto di rimettersi in gioco è un valore meritevole di custodia.
È il congegno che offre a chi versa in serie ristrettezze economiche la possibilità di dare vita a un'intesa con i propri creditori per ottenere l'emancipazione da una condizione di sovraindebitamento. Si immagini un nucleo familiare che, dopo l'improvviso venir meno dello stipendio, si trova con rate del mutuo, bollette e finanziamenti da saldare senza più introiti adeguati: proprio a frangenti come questo fornisce risposta tale istituto.
Cosa si intende per sovraindebitamento? È la condizione in cui i debiti cumulati vanno oltre la concreta capacità di procedere alla loro estinzione con i propri introiti e il proprio patrimonio. Al pari di un'imbarcazione che dà accoglienza a più acqua di quanta riesca a darne espulsione, il debitore assiste alla lievitazione delle passività oltre ogni capacità di rimborso.
Qual è la finalità della composizione della crisi? Dare apertura a una seconda opportunità a chi nutre l'aspirazione a estinguere i propri debiti ma è ormai privo delle risorse per riuscirvi. In tal modo si mette in salvo dalla spirale di solleciti, interessi e azioni esecutive.
Qual è il principio ispiratore della composizione della crisi? Operare la sostituzione dell'iniziativa solitaria di ciascun creditore con un piano ordinato che avvolge l'intera situazione debitoria. Come un maestro concertatore che compone l'accordo di strumenti altrimenti stonati, il piano coordina istanze che, considerate singolarmente, entrerebbero in reciproco intralcio, dando garanzia di un trattamento più equo e prevedibile.
Chi può accedere alla composizione della crisi? Possono farvi ricorso i debitori in stato di sovraindebitamento esclusi dalle procedure concorsuali maggiori: lavoratori subordinati, pensionati, famiglie, professionisti, piccoli imprenditori agricoli e aziende di dimensioni assai contenute. Si prenda in considerazione l'artigiano con due dipendenti sopraffatto dall'insolvenza di un committente, o il pensionato che ha proceduto alla sottoscrizione di garanzie per un figlio in affanno: figure economicamente vulnerabili che la normativa pone tra i destinatari privilegiati dello strumento in quanto accomunate dall'estraneità al perimetro delle procedure concorsuali maggiori, e che trovano nella composizione della crisi una risposta unitaria capace di dare valorizzazione alla peculiarità della loro condizione senza dispersione in soluzioni frammentarie.
Perché è stato predisposto uno strumento specifico per questi soggetti? Perché rimangono in una posizione di estromissione dalle procedure concorsuali ordinarie pur potendo ritrovarsi gravati da debiti ragguardevoli. Basti fare mente a un piccolo coltivatore diretto flagellato da un'annata rovinosa: privo di una via d'uscita dedicata resterebbe soffocato senza scampo. Hanno perciò bisogno di uno strumento cucito addosso alle loro particolari esigenze.
Come inizia il procedimento di composizione della crisi? Con la stesura di un piano minuzioso in cui il debitore dà rappresentazione della propria situazione, procedendo all'enumerazione di beni, introiti mensili, spese irrinunciabili ed esposizioni verso banche, fornitori, enti pubblici e privati. Si tratta, in sostanza, di dare composizione a una radiografia esaustiva del proprio bilancio, facendo segnalazione ad esempio dell'appartamento di proprietà, dello stipendio di 1.500 euro, dell'affitto, della spesa alimentare, del debito con la banca e di quello con il fornitore di gas. Questa raffigurazione patrimoniale ed economica complessiva, che si pone come fondamento su cui l'intera procedura trova reggimento affinché ne risulti la salvaguardia della trasparenza, richiede dal debitore un esercizio di introspezione rigorosa che consenta al piano di dare fedele rispecchiamento a ogni componente attiva e passiva della sua situazione.
Cosa può prevedere la proposta ai creditori? Il pagamento parziale dei debiti, una loro dilazione, oppure la messa a disposizione di taluni beni la cui alienazione fornisce concorso all'appagamento almeno parziale delle pretese. Ad esempio, si può fare prospettazione del versamento del 40% del dovuto in cinque anni, oppure della cessione di un immobile secondario per procedere alla distribuzione del ricavato.
Qual è il ruolo dell'organismo di composizione della crisi o del professionista incaricato? Dare affiancamento al debitore nella formulazione della proposta e procedere alla certificazione della serietà e della sostenibilità, prendendo atto dell'attendibilità delle cifre e della completezza delle dichiarazioni. Compie l'azione di un revisore che dà apposizione al proprio timbro soltanto dopo aver effettuato lo scandaglio di conti e documenti.
Perché è necessaria l'attestazione del professionista? Perché senza questo avallo tecnico i creditori a stento darebbero il consenso a fare rinuncia a una porzione del loro credito. Sarebbe come rivolgere richiesta a un investitore di dare sovvenzione a un progetto senza alcuna perizia indipendente sulle cifre esibite.
Chi valuta la proposta una volta elaborata? Ne opera la disamina il giudice, che compie la ponderazione del rispetto dei requisiti prescritti nonché della coerenza e della realizzabilità del piano. Fa accertamento, ad esempio, del fatto che gli introiti dichiarati diano davvero sostegno al versamento mensile promesso o che la stima dei beni presenti caratteri di verosimiglianza.
Cosa accade dopo l'approvazione del piano? Il piano riceve efficacia cogente per tutti i creditori coinvolti, inclusi quelli che avevano dato manifestazione di parere contrario o si erano astenuti dalla pronuncia. Anche la società finanziaria che aveva dato voto contrario permane vincolata alle condizioni approvate.
Quali obblighi ha il debitore dopo l'approvazione? Deve dare puntuale osservanza agli impegni assunti, deve procedere al versamento delle somme concordate, deve dare disponibilità dei beni previsti, deve fare mantenimento di una condotta ineccepibile. Questo complesso di doveri, che nel loro operare congiunto danno delineazione al profilo di collaborazione leale preteso dal debitore lungo tutto lo svolgimento della procedura, costituisce la contropartita imprescindibile del beneficio concesso, giacché soltanto attraverso una condotta complessivamente coerente il debitore può fornire prova di essere meritevole della fiducia che il sistema gli riconosce.
Quale tutela ottiene il debitore in cambio? Le azioni individuali dei creditori subiscono la sospensione: i pignoramenti in atto trovano arresto e nuove offensive al patrimonio non possono avere avvio. Una volta portato a compimento il piano, la quota di debito insoluta subisce la cancellazione in via definitiva.
Che cos'è l'esdebitazione? È l'affrancamento dai debiti residui al termine della procedura, che rende possibile al debitore fare ricominciamento sgravato dal peso delle obbligazioni rimanenti. Come chi, dopo aver ottenuto la conquista di una vetta con uno zaino gravosissimo, può infine dargli deposizione al suolo e dare ripresa al cammino con passo lieve.
Quali cause possono portare al sovraindebitamento? La perdita dell'impiego, una malattia, un tracollo imprenditoriale in buona fede, eventi familiari imprevisti come una separazione o la scomparsa del coniuge percettore di reddito, e altre circostanze sovente indipendenti dalla volontà del debitore. Questa sequenza di eventi avversi, che nel loro insieme danno delineazione al quadro delle vicende esistenziali in grado di dare sconvolgimento all'equilibrio finanziario di una persona a prescindere da sue scelte avventate, dà giustificazione a un approccio normativo che dia riconoscimento alla radice frequentemente incolpevole del tracollo e proceda all'approntamento di rimedi commisurati alla natura non speculativa della crisi.
Quali vantaggi trae il creditore dalla composizione della crisi? Ottiene in tempi definiti almeno una frazione di quanto gli spetterebbe, effettuando l'elusione dei costi e delle incognite di un recupero forzoso spesso sterile. Meglio fare incasso del 40% in tre anni che dare inseguimento per un decennio a un 100% che, di fatto, non avrà mai arrivo.
Su quale equilibrio si fonda la composizione della crisi? Sull'equilibrio tra tutela del debitore in buona fede e ragionevole appagamento dei creditori, operando la fusione di rigore e sensibilità, sistema e solidarietà.
Il sovraindebitamento prende forma quando debiti, prestiti e finanziamenti presentano un'eccedenza durevole rispetto al reddito e al patrimonio di persone, famiglie o piccole imprese. La perdita dell'impiego può avere un intreccio con la malattia che colpisce chi provvede al sostentamento del nucleo, fino ad arrivare a una fusione con le crisi aziendali che operano una compressione della capacità produttiva, mentre il ricorso alle carte di credito revolving (a rimborso rateale rinnovabile) dà alimento a un indebitamento crescente che va incontro a un inasprimento quando fa il suo ingresso una gestione maldestra delle risorse disponibili, così da dare avvio a una spirale che trova sbocco nell'insolvenza, cui fanno seguito le procedure di recupero crediti fino all'arrivo dei pignoramenti, che pongono infine il debitore in una condizione di rischio di usura. L'esdebitazione, ovvero l'affrancamento dai debiti residui, offre la possibilità di ricominciare mediante l'alleggerimento delle passività ancora pendenti attraverso piani di rimborso concordati che operano una riformulazione di tempi e importi, grazie all'opera degli organismi di composizione della crisi, i quali svolgono la funzione di mediatori tra le parti prestando ausilio a debitore e creditori. L'educazione finanziaria, che mette a disposizione gli strumenti cognitivi essenziali, trova concretizzazione in pratiche di risparmio costante che danno consolidamento alla robustezza economica e giunge a compimento nella vigilanza sui segnali d'allarme che rendono possibile la prevenzione.
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