Tipologie di debito: caratteristiche e classificazione

Il debito è un vincolo finanziario che prende forma quando un soggetto, denominato debitore, ottiene la disponibilità di denaro o beni da un altro soggetto, denominato creditore, con l'assunzione dell'impegno di provvedere alla loro restituzione entro un termine stabilito. Si pensi a un artigiano che riceve dall'istituto di credito ventimila euro per dare avvio alla propria bottega e prende l'obbligo di procedere alla restituzione in un quinquennio: ecco delineato il nocciolo del rapporto. A tale restituzione fa seguito abitualmente un interesse, ovvero una ricompensa per l'attesa e per l'alea (ossia il rischio) che grava su chi ha fatto concessione del prestito. Le vesti che questo vincolo può prendere sono molteplici e vanno incontro a mutamenti a seconda del debitore, dello scopo, della durata, delle garanzie e degli strumenti. Questi tratti distintivi, presi nel loro complesso come i criteri che permettono la catalogazione di ogni tipologia di indebitamento, danno origine a una tassonomia articolata (ossia una classificazione ordinata) che consente la comprensione di come ciascun rapporto obbligatorio trovi differenziazione dagli altri per il profilo di chi lo sottoscrive, per il fine oggetto di perseguimento, per l'orizzonte temporale entro cui trova dispiegamento e per gli assetti giuridici e tecnici che ne regolano l'attuazione.

Una prima fondamentale distinzione ha per oggetto la natura del debitore. Il debito pubblico è quello che viene assunto dallo Stato o da altri enti pubblici per dare sostegno alla spesa quando i proventi fiscali si rivelano insufficienti. Prende forma soprattutto attraverso l'emissione di titoli, vale a dire documenti che danno corpo a un prestito concesso dai risparmiatori all'ente pubblico, come i buoni del Tesoro. Il debito privato ha per oggetto invece famiglie e imprese. Le prime procedono alla sua assunzione per fare acquisto di un'abitazione, un'automobile o beni di consumo. Le seconde vi fanno ricorso per dare corso a investimenti, per realizzare un'espansione o per far fronte a spese correnti. Esiste poi il debito estero, con cui si fa riferimento alle somme dovute a soggetti stranieri, mentre il debito interno resta entro i confini nazionali.

Un altro criterio cardinale è la durata. Si fa menzione di debito a breve termine quando la restituzione trova collocazione entro dodici mesi. Vi trovano posto gli scoperti di conto corrente o le linee di credito di cui le imprese fanno uso per la gestione delle esigenze quotidiane, come quando un bottegaio fa ricorso al fido bancario per dare saldo ai fornitori nell'attesa degli incassi natalizi. Il debito a medio termine si estende di norma su un arco compreso tra uno e cinque anni, come numerosi prestiti personali o finanziamenti per l'acquisto di macchinari. Il debito a lungo termine, infine, va ben oltre. L'esempio più celebre è il mutuo per l'abitazione, che può avere protrazione per venti o trent'anni, un vincolo che offre accompagnamento al debitore quasi come un secondo lavoro silenzioso.

Le garanzie messe a disposizione danno luogo a un'altra rilevante classificazione. Il debito garantito è quello che riceve assistenza da un bene, denominato collaterale, di cui il creditore può fare liquidazione qualora il debitore venga meno all'onore del pagamento. Il mutuo ipotecario ne costituisce la forma emblematica, giacché l'abitazione medesima svolge la funzione di garanzia: la casa dà l'effetto di un'ancora che mantiene saldo il rapporto persino nella tempesta dell'insolvenza. Il debito non garantito, per contro, trova fondamento unicamente sull'affidabilità di chi ne prende assunzione, in mancanza di beni a copertura. È il caso della maggioranza delle carte di credito e di numerosi prestiti personali. Poiché l'alea per il creditore è di livello superiore, gli interessi applicati tendono a mostrarsi più elevati.

Anche la modalità con cui il debito riceve assunzione e restituzione dà origine a categorie differenti. Il prestito a rata fissa prevede versamenti costanti fino all'estinzione ed è caratteristico dei finanziamenti al consumo: chi fa acquisto di una lavatrice a rate procede al versamento mensile della medesima somma, come il battito regolare di un metronomo. Il prestito a rata variabile, viceversa, va incontro a mutamento a seconda di un parametro di riferimento, generalmente un tasso di interesse ufficiale. Chi ha in essere un mutuo a tasso variabile vede la rata andare in aumento quando quel parametro cresce e in diminuzione quando cala, un po' come un'imbarcazione che asseconda il moto delle onde. Vi è poi la forma revolving (ovvero rotativa), una linea di credito che può essere oggetto di utilizzo, restituzione e nuovo utilizzo a più riprese entro un tetto prefissato, come avviene con talune carte di credito.

Nell'universo delle imprese e dei mercati finanziari trovano distinzione inoltre il debito bancario, ottenuto con il ricorso a un istituto di credito, e il debito obbligazionario, oggetto di raccolta mediante l'emissione di obbligazioni, cioè titoli che vengono ceduti direttamente agli investitori, ai quali l'emittente prende l'impegno di procedere alla restituzione del capitale a scadenza con la corresponsione di interessi periodici denominati cedole. In seno a questa famiglia trova posto anche il debito subordinato, che in caso di difficoltà dell'emittente riceve rimborso soltanto dopo aver dato soddisfazione agli altri creditori: chi ne ha il possesso è come colui che prende posto in fondo alla fila, con la fiducia che, arrivato il suo turno, resti ancora qualcosa da spartire. Proprio in ragione di questa condizione più azzardata dà rendimenti superiori.

Meritano un cenno le forme problematiche. Il debito in sofferenza è quello di cui il debitore non è più in grado di dare rimborso con regolarità e che il creditore ritiene di difficile recupero: si prenda in considerazione il piccolo imprenditore che, dopo mesi di fatturato in declino, pone fine al versamento delle rate del finanziamento per i macchinari. Il debito sovrano ha per oggetto gli Stati. Quando fa raggiungimento di livelli assai elevati rispetto alla ricchezza generata dal Paese, può dare luogo a tensioni sui mercati e provocare un rincaro dei nuovi prestiti, come ebbe luogo in Grecia dopo il 2010. Il debito usurario, da ultimo, è quello che riceve assunzione a condizioni illecite, con interessi che vanno oltre le soglie fissate dalla legge, e in quanto tale è oggetto di divieto e persecuzione.

Esistono inoltre modalità peculiari come il debito consolidato, che ha origine dall'accorpamento di più debiti preesistenti in un unico finanziamento con una sola rata, sovente allo scopo di dare semplificazione alla gestione e alleggerimento dell'importo mensile con la dilatazione della durata complessiva: una famiglia con tre prestiti e due carte revolving può procedere alla loro fusione in un solo versamento mensile, come diversi affluenti che vanno a confluire in un unico fiume. Taluni debiti, poi, non hanno origine da un prestito in denaro bensì da obbligazioni di altra natura, come i debiti commerciali di cui un'impresa fa accumulo verso i propri fornitori quando riceve merci con pagamento dilazionato, o i debiti tributari verso l'erario per imposte non ancora oggetto di saldo.

In ogni sua veste, il debito è uno strumento che offre la possibilità di dare anticipazione a consumi, investimenti e progetti rispetto alle risorse a disposizione nell'immediato, ma che porta con sé un costo e un'alea. Cosa succede quando tale capacità viene a mancare? La sua sostenibilità dipende sempre dall'attitudine di chi ne prende assunzione a dare generazione, nel tempo, alle risorse indispensabili per procedere alla restituzione.

Punti chiave tipologie di debito. Domande e risposte

Che cos'è il debito? Il debito è un vincolo finanziario che ha origine quando un soggetto, detto debitore, ottiene denaro o beni da un'altra parte, detta creditore, con la promessa di procedere alla loro restituzione entro una scadenza prefissata, perlopiù con l'aggiunta di un interesse. Si prenda in considerazione un nucleo familiare che riceve dall'istituto di credito la somma per procedere all'acquisto di casa: da quell'istante si trova legato a un obbligo di restituzione destinato a estendersi per anni.

Perché al debito si accompagna un interesse? L'interesse rappresenta un compenso per l'attesa e per l'alea, ossia il rischio, che grava su chi ha dato corso al prestito. Chi fa un prestito di mille euro oggi compie una rinuncia al loro utilizzo, e potrebbe non avere più modo di rivederli: quel compenso dà un indennizzo per entrambe le eventualità.

Quali parametri consentono di dare una classificazione alle tipologie di debito? I parametri fondamentali sono la natura del debitore, la finalità, la durata, le garanzie offerte e gli strumenti tecnici e giuridici in uso. Un mutuo trentennale dato in concessione a una famiglia per l'acquisto della prima abitazione e uno scoperto di conto di trenta giorni concesso a un'impresa per procedere al saldo dei fornitori si trovano infatti agli antipodi lungo ciascuno di questi assi. Questa raccolta di parametri costituisce la griglia analitica attraverso la quale gli studiosi e gli operatori finanziari hanno la possibilità di operare una distinzione tra le molteplici forme che il debito può assumere nella realtà economica, giacché ciascuno di tali elementi dà un contributo alla definizione di un profilo specifico che fornisce un orientamento tanto alle scelte contrattuali quanto alle valutazioni di rischio connesse a ogni singolo rapporto obbligatorio.

Che cos'è il debito pubblico? È il debito posto in essere dallo Stato o da altri enti pubblici per dare sostegno alla spesa quando gli introiti fiscali risultano insufficienti, sovente attraverso l'emissione di titoli come i buoni del Tesoro, che i risparmiatori italiani sottoscrivono da decenni.

Chi dà origine al debito privato e per quali finalità? Il debito privato riguarda famiglie e imprese. I nuclei familiari vi fanno ricorso per l'acquisto di abitazioni, autovetture o beni di consumo. Le imprese ne fanno uso per investimenti, espansione o spese correnti: un'azienda manifatturiera può fare ricorso al debito per l'acquisto di un nuovo capannone, un artigiano per procedere al rinnovo degli attrezzi, un bottegaio per dare rifornimento al magazzino prima delle festività.

Qual è la differenza tra debito estero e debito interno? Il debito estero indica somme dovute a soggetti forestieri, come quando un governo procede al collocamento di titoli presso fondi internazionali di New York o Tokyo. Il debito interno rimane invece entro i confini nazionali, sottoscritto ad esempio dagli istituti di credito o dai risparmiatori del Paese medesimo.

Che cosa si intende per debito a breve termine? È il debito la cui restituzione ha luogo entro dodici mesi, come gli scoperti di conto corrente o le linee di credito di cui le imprese fanno uso per l'amministrazione quotidiana, ad esempio per dare corso al pagamento degli stipendi in attesa della riscossione delle fatture.

Quali sono le caratteristiche del debito a medio termine? Presenta una durata di norma compresa tra uno e cinque anni e comprende prestiti personali o finanziamenti per l'acquisto di macchinari, come un tornio industriale o un forno per una pizzeria.

Qual è un esempio tipico di debito a lungo termine? Il mutuo per l'abitazione, che può avere una durata di venti o trent'anni, dando accompagnamento sovente a una famiglia dalla nascita dei figli fino al loro cammino universitario.

Che cos'è il debito garantito? È il debito che riceve assistenza da un bene, detto collaterale, che il creditore può sottoporre a conversione in denaro se il debitore non dà onore all'obbligo. Un esempio è il mutuo ipotecario, in cui l'abitazione medesima svolge la funzione di garanzia: se le rate non ricevono più versamento, l'istituto di credito può dare corso all'alienazione dell'immobile per operare il recupero di quanto messo in prestito.

Perché il debito non garantito comporta interessi più elevati? Perché trova appoggio unicamente sull'affidabilità del debitore, in assenza di beni a copertura, e la maggiore alea per il creditore ha come traduzione tassi di interesse più elevati. Basti fare riferimento al prestito personale erogato sulla sola scorta di una busta paga: se il lavoratore va incontro alla perdita dell'occupazione, l'istituto non ha nulla da escutere, cioè nessun bene su cui operare la rivalsa.

Che cos'è un prestito a rata fissa? È un prestito con versamenti costanti fino all'estinzione, caratteristico dei finanziamenti al consumo, come l'acquisto rateale di un elettrodomestico: chi procede all'acquisto di una lavatrice a duecento euro in dieci mesi sa che darà corrisponsione esattamente di venti euro ogni trenta giorni.

Come funziona un prestito a rata variabile? La rata subisce una mutazione in funzione di un parametro di riferimento, solitamente un tasso di interesse ufficiale, con una crescita quando quel parametro subisce un innalzamento e una riduzione quando fa registrare un declino. Numerose famiglie italiane ne hanno avuto esperienza quando il rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Europea ha portato a una lievitazione delle rate dei mutui di centinaia di euro.

Che cos'è il credito revolving? È una linea di credito rotativa che può essere posta in uso, ricevere restituzione e tornare nuovamente in uso più volte entro un limite prefissato, come si verifica con alcune carte di credito che consentono di fare spese fino a tremila euro, dare un rimborso parziale e tornare ad avere la disponibilità della somma reintegrata.

Qual è la differenza tra debito bancario e debito obbligazionario? Il debito bancario si ottiene attraverso un istituto di credito, come quando un imprenditore si rivolge alla propria filiale per un finanziamento. Il debito obbligazionario si ottiene invece con l'emissione di obbligazioni, ossia titoli che vengono ceduti direttamente agli investitori con l'impegno di restituzione del capitale e il pagamento di cedole: è ciò che fanno grandi società come Enel o Ferrari quando fanno collocamento di bond sul mercato.

Che cos'è il debito subordinato? È un debito che, in caso di difficoltà dell'emittente, riceve rimborso soltanto dopo aver dato soddisfazione agli altri creditori. Proprio per questa condizione più azzardata offre rendimenti più cospicui. I risparmiatori che avevano fatto acquisto di obbligazioni subordinate di alcune banche italiane dissestate sono giunti alla comprensione a proprie spese di cosa voglia dire trovarsi in coda alla fila dei rimborsi.

Che cos'è il debito in sofferenza? È un debito di cui il debitore non riesce più a fare il saldo con regolarità e che il creditore giudica di ardua riscossione, come le rate di un finanziamento insolute da oltre un anno e ormai trasferite all'ufficio recupero crediti.

Che cos'è il debito sovrano? È il debito degli Stati. Quando raggiunge livelli elevati rispetto alla ricchezza del Paese può dare origine a tensioni sui mercati e portare a un aumento del costo dei nuovi prestiti, come accaduto in Grecia dopo il 2010, quando i rendimenti dei titoli ellenici sono arrivati al superamento del trenta per cento.

Che cos'è il debito usurario? È un debito posto in essere a condizioni illecite, con interessi che vanno oltre le soglie stabilite dalla legge, ed è oggetto di divieto e persecuzione. Ne fanno le spese commercianti in affanno che, preclusa la possibilità di accesso al credito ordinario, finiscono nelle grinfie di strozzini che fanno richiesta di tassi mensili a due cifre.

In cosa consiste il debito consolidato? Consiste nella fusione di più debiti preesistenti in un unico finanziamento con una sola rata, sovente per dare snellezza alla gestione e portare a una riduzione dell'importo mensile con una dilatazione della durata complessiva. È come procedere alla raccolta in un solo fascio di molti rametti sparsi: il peso rimane, ma diventa più agevole da trasportare. Una famiglia con quattro finanziamenti in essere può operarne la sostituzione con un solo prestito decennale.

Quali debiti non hanno origine da un prestito in denaro? Fra i casi frequenti trovano posto i debiti commerciali che un'impresa fa accumulare verso i fornitori per merci ricevute con pagamento dilazionato e i debiti tributari verso l'erario per imposte non ancora oggetto di versamento. Un ristoratore che riceve le forniture di vino con pagamento a novanta giorni dà origine a un debito commerciale; se rimanda il versamento dell'IVA (imposta sul valore aggiunto), dà maturazione a un debito tributario.

Da cosa dipende la sostenibilità di qualsiasi debito? Dipende dalla capacità di chi lo pone in essere di dare generazione nel tempo alle risorse occorrenti per il rimborso. Vale per lo studente che fa richiesta di un prestito d'onore con affidamento nel futuro stipendio, vale per l'impresa che si finanzia con affidamento nei ricavi delle vendite, vale per lo Stato che fa emissione di titoli con affidamento nel gettito fiscale degli anni a venire.

Il debito pubblico ha origine quando imposte ed entrate non danno copertura a spesa pubblica e disavanzo. Lo Stato procede al collocamento di titoli di Stato, come i BOT (Buoni Ordinari del Tesoro) e i BTP (Buoni del Tesoro Poliennali), soggetti a restituzione con interessi. La sostenibilità trova fondamento in un insieme indissolubile di fattori tra cui si effettua l'annoveramento del rapporto debito/PIL (Prodotto Interno Lordo) che presenta un collegamento con lo spread il cui andamento risulta oggetto di modellamento da parte dei tassi che a loro volta danno luogo a ripercussioni sulle scadenze secondo dinamiche che operano un coinvolgimento anche dei creditori. Può dare alimento a investimenti e crescita. Se smisurato, però, opera un drenaggio di risorse da un insieme organico di ambiti del welfare che comprende la sanità la quale si pone accanto alla scuola per costituire insieme alle pensioni il nocciolo essenziale della spesa sociale. Va incontro a una contrazione attraverso un connubio di leve tra le quali trova collocazione la crescita economica che procede in accompagnamento con l'avanzo primario il quale può essere oggetto di completamento da parte dell'inflazione ove non si dia preferenza al ricorso alla ristrutturazione. Nell'area euro, l'Italia fa registrare un superamento del 130% del PIL, con insidie per conti pubblici e generazioni future.

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debito pubblico

Le categorie di debito sanabili danno forma a un aggregato organico che ha estensione dai debiti bancari e finanziari sino a quelli commerciali e condominiali, con inclusione delle utenze insolute unitamente alle esposizioni tributarie e previdenziali, senza che vi sia omissione delle sanzioni pecuniarie, degli obblighi di mantenimento e dei debiti aventi origine dal gioco, così da avere una copertura esaustiva dell'intero ventaglio delle situazioni debitorie di fronte alle quali una persona può venire a trovarsi. I rimedi a disposizione hanno articolazione in una gamma coordinata che ha avvio dalla rinegoziazione per avere prosecuzione attraverso il consolidamento e il saldo e stralcio (l'estinzione del debito mediante il versamento di una somma ridotta rispetto a quella dovuta), con arrivo agli accordi bonari e alla rateizzazione fino a comprendere gli strumenti della rottamazione (la definizione agevolata dei debiti fiscali) e della prescrizione, con la proposta di un itinerario progressivo che ha modellazione sulle differenti circostanze del debitore. Nei frangenti più critici, quando si ha delineazione di una condizione di sovraindebitamento (un'esposizione debitoria eccessiva rispetto alle capacità di rimborso), il piano del consumatore si pone in accompagnamento alla ristrutturazione per l'apertura della via alla liquidazione controllata, che ha sbocco nell'esdebitazione (la cancellazione dei debiti residui), con concessione di una seconda occasione a chi si trova in difficoltà. Per le imprese vi è la disponibilità della composizione negoziata (la trattativa assistita con i creditori) unitamente al concordato preventivo.

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