Perché i Media Occidentali stanno dando un’idea sbagliata dell’Egitto

La copertura mediatica occidentale delle massicce ondate di proteste che hanno avuto luogo negli ultimi due giorni in Egitto rivela una serie di problemi che affliggono la produzione di notizie sul

di Collettivo Antirazzista - Rivolta il Debito Bari

CARA di Bari, ennesima morte annunciata

Come per magia, una parte dei media e la politica istituzionale si accorgono dell'esistenza del centro di accoglienza per i richiedenti asilo solo quando si [continua...]
di da www.npa2009.org

Egitto, 3 luglio: colpo di stato nella rivoluzione

L’obiettivo di questo colpo di stato, con il rovesciamento di Morsi, non è opporsi o spezzare la rivoluzione, quanto quello di frenarla, impedirle di andare [continua...]
di Rosa Calderazzi

Note sulla crisi greca

Nel silenzio assordante e omertoso dei politici e dei media italiani, riportiamo ancora una testimonianza dalla Grecia che narra gli effetti di una nuova versione [continua...]
di Barbara Bisazza

L’italia dei redditi disuguali

Da Il Sole 24 ore del 24 giugno 2013 - Siamo tra i Paesi Ocse che registrano le maggiori differenze di Barbara Bisazza L’Italia è [continua...]
di Movimento Sem Terra

Brasile, un movimento incontrollabile

Alcune brevi riflessioni del Movimento Sem Terra descrivono efficacemente la protesta scoppiata in questi giorni, senza una direzione politica chiara ma con una radicale richiesta [continua...]

Cos'è il debito pubblico

Per debito pubblico si intende il debito dello Stato nei confronti di altri soggetti, individui, imprese, banche o stati esteri, che hanno sottoscritto un credito sotto forma di obbligazioni o titoli di Stato (Bot, Btp, Cct etc) destinate a coprire il disavanzo di bilancio cioè il deficit. Il debito pubblico italiano a metà 2011 è di 1.911 miliardi di euro, il 120,6% rispetto al Prodotto interno lordo.

Come si è formato

La dilatazione dei debiti è stata una precisa scelta delle politiche compiute in Europa negli ultimi dieci-quindici anni che hanno visto l’applicazione di politiche neoliberiste basate su ipotesi di riduzione della pressione fiscale con la diminuzione delle tasse verso gli strati più alti della società o verso le società private

Debiti pubblici, crediti privati

Secondo i dati della Banca d’Italia solo il 13 per cento del debito italiano è posseduto da privati residenti in Italia, il 26,8 per cento è nelle mani di “istituzioni finanziarie monetarie” (banche, fondi comuni), il 13,5 per cento da assicurazioni e fondi pensione, il 3,65 per cento direttamente dalla Banca d’Italia e il 43 per cento è nelle mani di soggetti non residenti, cioè all’estero.

Le nostre vite valgono più del debito

Il peso del debito è utilizzato per giustificare politiche di austerità uguali in tutto il mondo: riduzione delle spese sociali, riduzione del sistema pensionistico, congelamento o riduzione degli stipendi pubblici, aumento della flessibilità del lavoro, privatizzazione di settori come l’acqua, l’energia, i trasporti, la saluta e la scuola, riduzione delle sovvenzioni ai ceti più disagiati, giro di vite su stipendi e salari.

Non pagare il loro debito

E’ giusto chiedere l’annullamento della parte illegittima del debito, cioè quello realizzato per sostenere i profitti, per garantire la speculazione delle grandi banche e per sorreggere un’economia capitalistica in crisi di sbocchi, e quindi di margini di profitto, e bisognosa di una bolla finanziaria in grado di garantire l’attività.

Quando un debito è illegittimo

Questo fondamento giuridico è riscontrabile in diversi testi internazionali. Tra le cause illecite o immorali che generano l’illegalità di un debito possiamo trovare: l’acquisto di materiale militare; i debiti contratti per applicare piani di aggiustamento strutturale; i debiti contratti senza che i popoli ne siano a conoscenza e altri casi ancora. Sono illegittimi anche i debiti privati trasformati in debiti pubblici.

Il caso della Grecia

La dittatura greca tra il 1967 e il 1974 ha quadruplicato il debito del paese facendolo rientrare nella casistica del “debito odioso”. Per i Giochi olimpici del 2004 si è passati da un costo di 1,3 miliardi preventivo nel 1997 a circa 20 miliardi finali. La Grecia si è resa responsabile di grandi episodi di corruzione da parte di multinazionali europee (Siemens e altre). Il crack viene invece fatto pagare ai lavoratori.

Paesi che odiano il debito

In Ecuador il presidente Correa, dopo un’analisi del debito del paese , ha deciso di sospendere il rimborso dei titoli in scadenza nel 2012 e nel 2030. L’Argentina ha rifiutato il rimborso del suo debito tra il 2001 e il 2005. L’Islanda con un referendum nel marzo del 2010 dice No al rimborso del debito con il 93% dei voti. Un nuovo referendum si svolge nel 2011 e anche questa volta i no, con il 57 %, hanno la meglio.

Moratoria del debito e audit pubblico

Noi proponiamo una misura semplice e complessa allo stesso tempo: la sospensione unilaterale del rimborso del debito per dare vita a un Audit pubblico (una verifica dei conti) sotto controllo dei cittadini al fine di determinare quali debiti devono essere annullati o ripudiati o rinegoziati a causa della loro illegittimità, illegalità o per il loro carattere odioso.

Chi paga?

Una volta selezionato il debito illegittimo o illecito, la sua quota deve essere addebitata a quelle istituzioni finanziarie e a quei soggetti dai redditi più elevati che hanno una responsabilità diretta nello scoppio della crisi. Annullare un debito il cui costo, altrimenti, sarebbe scaricato sui più poveri, sul lavoro dipendente, sui precari e gli studenti, costituirebbe un primo passo per ristabilire una giustizia sociale.

Non paghiamo il debito: un disastro?

Tra le obiezioni fondamentali al non pagamento del debito, ovvero alla moratoria e al congelamento degli interessi, vi sono quelle che provengono dal mondo delle banche, del grande capitalismo e della finanza e che, ovviamente, si dicono contrarie alla proposta perché vi vedono minacciati i propri interessi. Ve ne sono però anche altre che provengono da sinistra. Ne utilizziamo tre...

Non pagare il debito e…oltre

La ristrutturazione del debito è una operazione che per risultare efficace non può essere realizzata nel vuoto ma presuppone un programma più ampio: una politica che aumenti i salari, riduca la precarietà, ristabilisca i diritti sociali e li estenda, ad esempio ai migranti, salvaguardi i beni comuni, nazionalizzi banche e assicurazioni...

materiali

2° numero Rivoltiamo la Precarietà

E' uscito il secondo numero del bollettino Rivoltiamo la precarietà.

La salute oltre il mercato: la sanità come Bene Comune da riconquistare

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Una viaggio nell'oscuro mondo delle banche

Pubblichiamo qui il quarto di una serie di articoli prodotti da Eric Toussaint, scelto tra gli altri poiché ricapitola in maniera esaustiva il comportamento delle banche dallo scoppio della crisi a

Bollettino Rivoltiamo la precarietà!

Nasce il bollettino "Rivoltiamo la precarietà. Lotta, occupa, sciopera...per il reddito, il lavoro, i diritti"

Mettiamoli in crisi! Per una nuova finanza pubblica.

Debito, salvataggi delle banche, spread, finanziarizzazione , mercati, spending review, troika, privatizzazioni, austerity…
Non è come ce la raccontano.

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