Chi paga?

Una volta selezionato il debito illegittimo o illecito, la sua quota deve essere addebitata a quelle istituzioni finanziarie e a quei soggetti dai redditi più elevati che hanno una responsabilità diretta nello scoppio della crisi. Annullare un debito il cui costo, altrimenti, sarebbe scaricato sui più poveri, sul lavoro dipendente, sui precari e gli studenti, costituirebbe un primo passo per ristabilire una giustizia sociale. Occorre poi definire un elenco preciso dei detentori di titoli per tutelare coloro che hanno un piccolo reddito e per i quali i titoli oggetto del debito rappresentano il risparmio di una vita (come si è già visto, si tratta di una decisa minoranza). Va anche detto che coloro che dovessero emergere dall’Audit come responsabili di illeciti legati al debito dovrebbero essere puniti e costretti a delle riparazioni finanziarie.
La moratoria unilaterale serve anche a rinegoziare tassi di interesse e tempi di rimborso per il debito considerato legittimo o legale considerando che la quota parte del bilancio statale consacrato a tale voce non può inficiare la soddisfazione dei bisogni fondamentali della popolazione: sanità, educazione, stato sociale, stipendi. Nel 1953 l’accordo di Londra sul debito di guerra tedesco stabilì, ad esempio, che il rapporto tra il servizio del debito e le entrate da esportazioni non dovesse superare il 5 per cento. Vanno fissati rapporti di questo tipo: ad esempio il costo del rimborso non può superare il 5 per cento delle entrate (a fine 2010 era del 9,7 per cento).

n/d

il Catdm

Occupy Wall Street